Testa, i danni della legge Balduzzi sulla medicina generale

Redazione DottNet | 10/12/2013 12:15

E’ stato approvato regolarmente dalla Conferenza Stato-Regioni di giovedì scorso, come voleva l’ordine del giorno, l’accordo sulle procedure di contrattazione per i rinnovi delle convenzioni con il Ssn di medici di famiglia e farmacie. Va dunque avanti la macchina dei rinnovi convenzionali: mercoledì la Sisac (la struttura interregionale che gestisce le trattative con le categorie per conto dei governi locali) dovrebbe presentare ufficialmente l’atto d’indirizzo per i medici di famiglia, ossia la piattaforma contrattuale che apre ufficialmente il tavolo sindacale. Chiusa quella convenzione, le farmacie dovrebbero seguire subito a ruota. Tuttavia l'atto d'indirizzo dei Medici Convenzionati decisamente non piace. Lo Snami attraverso un'intervista al suo presidente Angelo Testa conferma la sua posizione assolutamente contraria alla bozza ed esprime la linea ufficiale del sindacato.

 

Come definisce l’atto di indirizzo.

Osceno, pericoloso, dannoso. Epilogo naturale di una brutta legge.

I sindacati sono tutti d’accordo nel «bocciare » la bozza dell'atto di indirizzo?

Non ho sentito o letto le reazioni di tutti i sindacati ma immagino di sì, anche se con i dovuti distinguo. Vedremo in questi giorni. Il mio sconcerto nasce dalle dichiarazioni di chi continua a condividere la legge e ne stigmatizza gli esiti naturali.

Cioè ?

E chiarissimo che senza la legge Balduzzi non ci sarebbe stato questo atto di indirizzo obbrobrioso e pericoloso che non va bene a nessuno. Stranamente alcuni continuano a decantare le caratteristiche “innovative” di questa legge per poi prendere le distanze dalle naturali conseguenze pratiche che ne scaturiscono. Né serve cercare di dare le colpe alle Regioni. Se abrogassimo la legge Balduzzi sparirebbero anche le creature mostruose nate dai suoi parti distorti.

Ma ciò è possibile ?

Perchè no? Lo Snami lo ha chiesto in tempi non sospetti, paventando gli scenari che si stanno avverando in questi giorni. La storia della nostra Repubblica annovera esempi di leggi abrogate e sostituite da altre leggi, a volte anche immediatamente dopo il loro stesso varo. C’è solo da temere, poiché non c’è mai limite al peggio in questi tempi, che si possa magari estrarre dal cilindro una porcheria ancora peggiore della legge attuale. Solo se i sindacati ragioneranno insieme prendendo atto che si è innescata una micidiale bomba ad orologeria che devasterà la Medicina generale, potremo cercare di parare il colpo.

Cosa non va della legge Balduzzi ?

Intanto che è nata su imposizione e senza concertazione se non con i soliti noti e senza considerare realmente le modalità di lavoro dei MMG, tanto gradite ai Cittadini. E' figlia del governo Monti che oggettivamente non ha lasciato molti nostalgici e che ipotizza uno scenario di ristrutturazione del territorio senza investimenti, cioè a costo zero. Ovvero indica presunti risparmi nella gestione degli ospedali da reinvestire nel territorio. Insulto all’intelligenza dei Medici che sanno benissimo distinguere le bugie dal realizzabile e sanno che «la moltiplicazione dei pani e dei pesci» attiene a livelli ben superiori.

Si spieghi meglio.

Ci saranno solo tagli e ne andranno di mezzo i servizi essenziali perché se si arriverà al contenimento degli sprechi, figli della malapolitica, saranno solo «bruscolini». Tutto il progetto è come scoperchiare il tetto della propria abitazione per farne uno nuovo “a costo zero” dimenticando che la manodopera, le travi e le tegole costano, negando a se stessi che il portafoglio è vuoto, che la vecchia copertura teneva e riparava e che “a costo zero” pioverà dentro casa.

L'atto di indirizzo che scenari paventa ?

L'abolizione dei distacchi sindacali con conseguente morte dei sindacati puri che non hanno entrate se non dalle quote degli iscritti. E’ un attacco diretto alla libertá sindacale, impedendo di fatto ai legittimi rappresentanti di esercitare il loro diritto costituzionale. Non essendo i medici di medicina generale dei dipendenti, i quali vanno in "permesso sindacale" retribuito, avranno oggettivamente grosse difficoltà a sostenere i costi della rappresentanza. Altra mortificazione della Medicina Generale saranno i tagli degli emolumenti sino al trenta per cento. Budget di distretto, ruolo unico equivoco ed interpretabile a piacere a seconda della convenienza e tutte le follie della legge Balduzzi ,di sovietica memoria, sulle aggregazioni forzate dei Medici. Solo pensare che le risorse economiche dei medici generali, utilizzate per collaboratori di studio e personale vengano tolte dalla loro gestione ed affidate alle ASL, tristemente famose per “saper ben gestire” le risorse, dovrebbe farci scendere in piazza con i forconi.

Si parla in maniera entusiastica di aggregazioni mediche che risolveranno tutti i problemi del territorio .

Altre “balle” grossolane. Evidentemente chi sponsorizza questi percorsi nel contesto economico e socio politico che stiamo vivendo è un laureato in Medicina e non un Medico. Cioè non ha mai visto un paziente. Le aggregazioni forzate snaturerebbero il particolare rapporto medico paziente che è alla base del gradimento indiscusso e della funzione positiva della medicina generale.

Quello che Lei sostiene è che i Medici verranno aggregati contro la loro volontà ?

Lo dice la legge. Se vuoi mantenere la convenzione devi aderire per forza alle aggregazioni territoriali funzionali e potrai anche essere «deportato» forzatamente in una UCPP, cioè in un’aggregazione strutturale. Spariranno così gli studi medici nei piccoli paesi a vantaggio dei grossi supermarket della sanità, lontano dalle case dei pazienti o addirittura lontano dai paesi di residenza dei malati.

Se così fosse sarebbe una follia.

Follia è il termine appropriato. Anche perché se è vero che le 40 case della salute in Toscana sono costate 18 milioni di euro e per mantenerle ci vogliono 16 milioni di euro, i costi indubbiamente ci sono. A meno che non vogliano considerare i soldi finti del MONOPOLI come fonte economica a cui attingere e i tagli di ore di continuità assistenziale come si vorrebbe sperimentare in qualche Regione come percorsi virtuosi e non schizofrenici quali appaiono in realtà.

E l'annunciato decongestionamento dei pronto soccorso ospedalieri ?

Il ritornello che le aggregazioni mediche forzate risolveranno i problemi del pronto soccorso è stonato e permeato di malafede. Altra leggenda metropolitana ed imbroglio nei confronti dei pazienti. Abbiamo più volte sottolineato il perché sempre più assistiti si rivolgono ai pronto soccorso di per se già sottodimensionati. By pass delle liste d'attesa, risparmio dei ticket e la possibiltà di effettuare in un'unica soluzione una batteria completa di esami ematochimici e strumentali. Percorso figlio anche della medicina difensiva.

Cosa vuole dire agli altri sindacati ?

Che i contratti in questo contesto, e a queste condizioni catastrofiche per i Medici, non devono essere rinnovati e che, viste le premesse, qualcuno dovrebbe rinunciare a “ capetti & primarietti”, a rifondazioni figlie della demagogia per cercare insieme di limitare i danni a carico dell’intera Categoria e, di conseguenza, ai Cittadini che si dice di voler tutelare.

Cosa vuol dire invece alla politica ?

Che i Medici sono tanti e prendono le distanze dai politici incapaci, che non voteranno chiederanno di non votare per chi sta contribuendo allo sfascio del sistema sanitario. I politici hanno la grave colpa di servirsi di funzionari incompetenti che «rubano» lo stipendio e di fatto gestiscono a vari livelli la sanità con i risultati indecenti che sono sotto gli occhi di tutti. Come si può immaginare che un medico scontento, vessato, umiliato demotivato ed in difficoltà economica possa curare al meglio propri assistiti? Voglio aggiungere che con nostro grande rammarico dovremo licenziare le segretarie e le infermiere. Infatti le nuove forme di aggregazione comporteranno un taglio importante dei nostri emolumenti e l'impossibilità ad avere del personale. Anche ciò non interessa alla politica ?

Qual è il regalo di natale che lo Snami ha preannunciato per il ministro Beatrice Lorenzin?

Le impacchetteremo le conclusioni della discussione e del confronto che sono in essere nello Snami e che vedrà venerdì 13 e sabato 14 a Roma una riunione del comitato centrale, consiglio nazionale ed un convegno sulle tematiche della professione e sul modello Snami di cure territoriali. Le riproporremo il nostro comunicato stampa del 30 aprile in cui le facevamo un in bocca al lupo e chiedevamo, in tempi non sospetti, l’abrogazione della legge Balduzzi. Le ribadiremo che i Medici non voteranno per chi svende il sistema sanitario pubblico. Oggi questo monito e la proposta dell’abrogazione della Balduzzi la estendiamo agli altri sindacati e a tutte le parti politiche, indistintamente.

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 Fonte: snami

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