A ottobre cresce la produzione di farmaci

Redazione DottNet | 11/12/2013 16:19

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Trainato principalmente dal comparto farmaceutico, torna a crescere a ottobre l'indice della produzione industriale. Lo rileva l’Istat, che sul mese registra un incremento dello 0,5% rispetto a settembre. E’ ancora azzardato parlare di ripresa (anche perché corretto per gli effetti di calendario, a ottobre l'indice in realtà mostra un segno meno, sempre dello 0,5%), ma dall’analisi dei singoli comparti produttivi spicca su tutti il farmaco.

A ottobre, infatti, la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici fa registrare un incremento del 14,9%, seguita a debita distanza dal settore delle apparecchiature elettriche e non elettriche per uso domestico (9%).
Per Farmindustria i dati Istat confermano una volta di più la rilevanza del comparto nel sistema paese: «La farmaceutica» è il commento rilasciato dal presidente dei produttori, Massimo Scaccabarozzi, al sole 24 Ore Sanità «è un settore che può trainare l'economia, anche se non va dimenticato che a tirare è soprattutto l'export, ormai oltre il 70%». Diventa comunque avvilente che a fronte di tali performance in Parlamento continuano a rimbalzare proposte di tagli alla spesa. «Ogni volta che si discute una legge» osserva Scaccabarozzi «si ripropongono le gare regionali in equivalenza terapeutica, che metterebbero insieme farmaci diversi, col rischio di usare il medicinale sbagliato per il paziente sbagliato. Ma è il medico che deve scegliere quello più giusto».
E a proposito di leggi, alla Camera non risultano al momento emendamenti al ddl Stabilità diretti a riproporre il tema gare regionali. Tra quelli già giudicati ieri ammissibili dalla commissione Bilancio, ce n’è invece uno firmato da Giovanni Monchiero (Scelta civica, ex presidente Fiaso, la Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere) che mira a cancellare la norma approvata dal Senato sul Pht (revisione annuale con esclusione dei farmaci usciti di volta in volta dalla copertura brevettuale). La proposta, tuttavia, sembra destinata a rimanere al palo perché oggi non ha ricevuto preferenze da nessuno dei gruppi parlamentari e quindi non verrà votata in Commissione. Non si può escludere la riproposizione in aula, ma come già accaduto al Senato è un’eventualità con poche chance. 

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Fonte: federfarma, sole24ore, farmindustria