I medici di famiglia non si confrontano con i colleghi specialisti

Redazione DottNet | 14/12/2013 13:39

La mancanza del rapporto ospedale-territorio e la scarsa abitudine dei medici di famiglia ad interfacciarsi con gli specialisti è una delle cause dell'eccessivo ricorso al Pronto soccorso per problemi dovuti all'inadeguata gestione della patologia.

 

 Lo denuncia il 69% delle 34 Associazioni di patologie croniche e rare, rappresentative di 100.000 pazienti e contenuto nel Rapporto sulle politiche della Cronicità "Permesso di cura" presentato da Cittadinanzattiva-Coordinamento nazionale Associazioni Malati Cronici (CnAMC). C'è ancora molto da fare, in Italia per una presa in carico integrata del paziente, tanto che nel 59% dei casi le associazioni consultate riscontrano che il medico di famiglia si interfaccia con lo specialista solo occasionalmente. "La riforma delle cure primarie rappresenta un percorso ineludibile per erogare servizi sanitari territoriali capaci di rispondere meglio ai bisogni dei cittadini", per Tonino Aceti, coordinatore del tribunale per i diritti del malato, e l'atto di indirizzo sulle convenzioni della medicina generale, sui cui si sta lavorando, è "un importante passo per farlo". Per questo, aggiunge, i cittadini "non possono restarne fuori" e devono "giocare" il giusto ruolo, attraverso le organizzazioni che li rappresentano. 

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Fonte: cittadinanzattiva

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