Ernst&Young, 72% manager preoccupati per pipeline 'magre'

Aziende | Redazione DottNet | 18/11/2008 17:51

Il cruccio dei vertici delle aziende farmaceutiche? Nel 72% dei casi è la 'magrezza' della propria linea di prodotti. Lo rivela il report 'Progressions, executing for success: powering new business models' di Ernst & Young, che ha sondato gli umori e le preoccupazioni dei dirigenti di 15 fra le principali aziende farmaceutiche mondiali. Società che, secondo la multinazionale specializzata in consulenza d'impresa, dovranno affrontare l'attuale crisi economica dando impulso alle politiche di rinnovamento per 'stare dietro' alla dinamicità del mercato.

 

Migliorare e dare impulso al flusso di nuovi farmaci è dunque la priorità dei capi delle industrie. Altre preoccupazioni riguardano la produzione di medicinali di valore adeguati alla domanda commerciale attuale (indicato dal 47% del campione), la pressione delle autorità regolatorie (44%), la necessità di ridefinire i propri clienti (36%). I vertici delle Big Pharma - assicura Ernst & Young - stanno comunque esplorando approcci più strategici e sostenibili per creare vantaggi durevoli a livello di costi, senza però puntare a tagli indiscriminati che non considerino i piani di crescita a lungo termine. Solo il 40% dei vertici aziendali, infatti, considera importante ottimizzare i costi, contro il 92% del 2007. Insomma, i leader industriali stanno cercando nuove strade per trasformare i business model in modo da creare innovazione e dimostrare meglio il valore dei prodotti. Il 66% dei Ceo crede infatti che rinvigorire la ricerca è l'iniziativa strategica numero uno da intraprendere, mentre il 40% afferma che espandersi nei nuovi mercati o diventare più 'paziente-centrici' è il primo impegno da prendere.
 

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