Cup sospesi a Pisa e Catanzaro

Farmacia | Redazione DottNet | 17/12/2013 11:56

Il peggioramento delle condizioni economiche delle farmacie non rendono più sostenibile l’erogazione del Cup senza corrispettivi economici adeguati. Motivazioni coincidenti per i due stop ai servizi di prenotazione decretati da Federfarma Pisa e Catanzaro a partire dall’anno nuovo.

Nella provincia toscana la decisione, ratificata dall’assemblea dei titolari, arriva dopo la rottura di una trattativa che si era protratta per diversi incontri, nei quali l’Asl aveva dato l’impressione di comprendere e condividere le richieste dei titolari. «Da tempo» spiegano in una nota i vertici del sindacato pisano «stiamo cercando di spiegare all’azienda sanitaria che il servizio non può essere più assicurato alla luce dei continui tagli alle remunerazioni; per molte farmacie il mantenimento di un servizio di questo tipo e di questa qualità senza una adeguata retribuzione non è più possibile».
La richiesta di Federfarma all’Asl, in particolare, è quella di applicare la delibera con cui a suo tempo la Regione aveva promesso un Cup regionale retribuito, come contropartita per l’impegno delle farmacie sostenere l’attivazione della tessera sanitaria da parte degli assistiti (per un compenso simbolico di un euro a carta, che le Asl non hanno mai pagato). «Inoltre» ricorda il presidente di Federfarma Pisa, Amerigo Cheli «altre provincie hanno in vigore accordi nei quali le prenotazioni vengono retribuite regolarmente». «E’ inspiegabile» aggiunge Riccardo Froli, vicepresidente provinciale e segretario di Federfarma Toscana «il motivo per cui non si utilizzino le nostre potenzialità per cercare invece altre formule distributive e interventi sul territorio il cui reale risparmio è tutto da dimostrare».
Da Pisa a Catanzaro, stesse motivazioni e stessa tempistica. Dal 31 dicembre, le farmacie della provincia calabrese cesseranno il servizio Cup-Cat@hospital per prenotazione, pagamento e ritiro referti delle prestazioni specialistiche e strumentali ambulatoriali. La decisione, spiega una nota del sindacato titolari, fa seguito ai rifiuti dell’Asl «di riconoscere alle farmacie una remunerazione per il servizio svolto». Finora il servizio era stato assicurato dai titolari in modo gratuito, ma la crisi economica non rende più sostenibili gli oneri sostenuti dalle farmacie per collegamenti e personale.

Fonte: federfarma

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