Dodici miliardi il tetto spesa farmaceutica

Farmaci | Redazione DottNet | 19/12/2013 15:36

Dodici miliardi di euro. A tanto dovrebbe ammontare per quest’anno il tetto sulla spesa farmaceutica territoriale secondo la proposta di riparto del Fondo sanitario 2013 messa a punto dal ministero della Salute. Le cifre, che verranno presentate nella Conferenza di domani con le Regioni, sono state anticipate oggi dal Sole 24 Ore Sanità: a fronte di uno stanziamento complessivo che si aggira sui 107 miliardi, 5,2 vanno alla prevenzione, 53 all’assistenza distrettuale (dove, farmaceutica a parte, c’è anche la medicina di base, cui spetterebbero 7,2 miliardi) e 45,7 all’ospedaliera

Ma la novità di maggiore rilievo riguarda i meccanismi con cui sono state suddivise le somme tra le Regioni. Questo, infatti, è il primo riparto effettuato non più in base alla popolazione pesata per età (che abitualmente premiava le amministrazioni con più anziani) ma sui costi standard: in sintesi, il Ministero ha calcolato il costo medio procapite nelle tre Regioni “benchmark” selezionate nelle settimane scorse (Emilia Romagna, Umbria e Veneto) e poi ha moltiplicato il valore ottenuto per la popolazione pesata di ciascuna Regione; la cifra ottenuta è stata quindi ripartita sui singoli livelli in base ai pesi previsti (alla farmaceutica l’11,35%). L’applicazione ha serbato qualche sorpresa, di cui le farmacie dovranno tenere presente per gli effetti a cascata sul tetto della territoriale. Liguria e Lazio, per esempio, si ritrovano con un budget sensibilmente inferiore a quello che avrebbero ricevuto con i vecchi meccanismi (di 73 e 106 milioni rispettivamente), ma qualche briciola la perdono anche Lombardia (circa 18,2 milioni), Umbria (1,9 milioni), e Abruzzo (17 milioni). Invece, migliorano il proprio “portafoglio” Sicilia (oltre 77 milioni), Puglia (52 milioni) e Veneto (43,15 milioni).
Come detto la proposta di riparto passa ora al vaglio delle Regioni, per un’intesa che comunque vada avrà bisogno di un “aggiornamento” a gennaio, quando diventeranno disponibili le somme di riequilibrio previste dal federalismo fiscale. Intanto i governatori hanno già fatto sapere che preferirebbero una transizione ai costi standard più “morbida, anche «in considerazione del fatto che siamo a chiusura di bilancio» e quindi scostamenti imprevisti avrebbero serie ripercussioni. Quel che conta, in ogni caso, è far presto: «le casse sono vuote e occorre accelerare per avere disponibilità di cassa». 

Fonte: federfarma, sole24ore

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