Movimento farmacisti, riforme fallite: occorre un rilancio del settore

Farmacia | Redazione DottNet | 19/12/2013 15:47

"Dai voce alle tue idee": questo il titolo dato all'appuntamento che si è svolto a Chianciano Terme organizzato dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e dalla Confederazione Unitaria delle Libere Parafarmacie Italiane.

 Un incontro, come si legge in una nota, molto proficuo dove dopo un analisi della situazione si è passati molto velocemente alle proposte dei farmacisti appositamente convocati per esprimere le proprie idee. L'analisi della situazione svolta dal Presidente del MNLF Vincenzo Devito e condivisa dalla platea, è stata di quelle senza appello: le riforme del settore farmaceutico sono fallite o poste su un binario morto e, paradossalmente, si stanno facendo passi indietro nella tutela dei diritti. A cominciare da quelli legati al lavoro ove stanno sempre più prendendo campo contratti atipici che Devito ha definito vergognosi riferendosi ai contratti coordinati e continuativi (Co.Co.Co.) e a quelli di "pseudo stage" che in definitiva non sono altro che una forma di sfruttamento del personale laureato ed abilitato. Contratti che non sono motivati dalla crisi, il settore ha sofferto meno di altri in questa crisi economica, ma dall'esigenza da parte delle farmacie di allungare l'orario di apertura. Inoltre, chiarisce Devito, le proposte di rinnovo del contratto non ci piacciono per niente, non ci piacciono i tentativi di ridurre ulteriormente i diritti dei lavoratori, in questo campo è sempre più necessario cambiare la tipologia contrattuale spostandolo dal commercio a quello sanitario, solo così saranno da considerarsi serie le richieste di dare una valenza realmente sanitaria alla farmacia italiana. Sul lato delle riforme, le analisi e le proposte hanno fatto evidenziare il sostanziale stallo di quelle messe in campo, l'abbassamento del quorum e il conseguente concorso sono volutamente bloccati da scelte che hanno posto in primo piano solo l'interesse dei titolari di farmacia e non quello dei cittadini. Le nuove farmacie, quando saranno aperte e se saranno aperte, saranno localizzate in luoghi scarsamente abitati portando poca concorrenza e servizio. L'unica via da perseguire è quella del libero esercizio della professione con la creazione di una farmacia non convenzionata che andrà ad affiancarsi a quella convenzionata creando le premesse per una vera concorrenza nel settore della distribuzione del farmaco a tutto vantaggio dei cittadini. Iniziative per raggiungere questo obbiettivo sono state suggerite dai colleghi che hanno partecipato all'evento. Alcune di queste saranno poste in essere nei prossimi mesi. Tra gli argomenti toccati nella discussione quello dell'ENPAF: non è più rinviabile una riforma strutturale dell'ente di previdenza dei farmacisti italiani, questa l'analisi totalmente condivisa dai presenti. Oggi l'Ente, a fronte di contributi versati obbligatoriamente, non riesce a garantire equità di contribuzione, tutti i redditi sono trattati alla stessa maniera facendo venire meno quel principio di proporzionalità cardine nel sistema fiscale italiano. Questo deve cambiare e l'Ente quando chiede ai propri iscritti deve anche garantire ciò che darà in cambio.  Inoltre, nessuno spiega per quale motivo i dipendenti debbono avere ben due casse di previdenza attive, una delle quali pagata in maniera "forzosa" all'atto dell'iscrizione all'Ordine. Il trattamento riservato agli insegnanti è stato inqualificabile, in questo modo si sono perse preziose collaborazioni e capacità. L'ENPAF, che ufficialmente è una fondazione, è diretta emanazione degli Ordini provinciali, la sua gestione deve comprendere la rappresentanza di tutti i farmacisti, da qui ne discende anche l'esigenza di modificare le modalità elettive degli Ordini provinciali e di quello nazionale. E' necessario che una buona dose di democrazia entri finalmente anche nella gestione del potere tra i farmacisti italiani.
Dal dibattito è emersa la volontà di unire le rivendicazioni che vengono da ampi strati della categoria: i problemi degli informatori scientifici, la loro sofferenza non è da meno dalle difficoltà dei colleghi ospedalieri e i problemi dei farmacisti dipendenti non sono meno importanti di quelli dei titolari di parafarmacia e viceversa, ha detto Devito in conclusione dell'incontro: "nessuno creda di farcela da solo, l'unità d'intenti è fondamentale per guidare il cambiamento"

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Fonte: movimento liberi farmacisti

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