Cosmetica in farmacia: 2013 stabile, previsioni rosee

Redazione DottNet | 22/12/2013 18:00

farmacia cosmesi

Bilancio di fine anno positivo per il comparto della cosmetica, che chiude il 2013 con un incremento del 3% sul giro d’affari grazie soprattutto alle esportazioni. Stabili invece le vendite che passano dalle farmacie: nel secondo semestre il canale porta a casa un +1% che permette di recuperare l’arretramento dei primi sei mesi.

 

 Questo il consuntivo che arriva dalla rilevazione congiunturale di fine anno di Cosmetica Italia (ex Unipro), l’associazione nazionale imprese cosmetiche. L’analisi, presentata oggi a Milano in un incontro con stampa e operatori, conferma il momento di incertezza che grava sul paese anche se le prestazioni del comparto sul mercato interno rimangono migliori di altri settori come moda, calzatura e home entertainment: a fine 2013, in sostanza, le vendite di cosmetici in Italia toccano i 9.400 milioni di euro, con una contrazione sull’anno precedente dell’1,3%. E’ una fase recessiva che, in base alle previsioni di Cosmetica Italia, dovrebbe prolungarsi fino alla prima metà del 2014, dopo la quale i consumi dovrebbero ripartire. «Ad ascoltare un sondaggio effettuato tra i nostri associati» ha detto nel corso dell’incontro Fabio Rossello, presidente di Cosmetica Italia «la stima prevalente è quella di un recupero pieno del comparto entro i prossimi tre anni».
Nel 2013, intanto, il comparto evidenzia performance differenziate nei vari canali di vendita: continua a mostrare forti sofferenze il retail professionale (saloni di acconciatura e centri estetici), le profumerie fanno registrare l’arretramento più forte tra i canali tradizionali (-3,9% nel secondo semestre e sotto di altri tre punti nei primi sei mesi del nuovo anno secondo le stime), le farmacie rimangono stabili (+1% nella seconda parte del 2013, -1% la stima per la prima metà del 2014), le erboristerie continuano a crescere anche se il mercato di riferimento è contenuto (+2% nel 2013) e infine la gdo tiene (-0,5%) grazie soprattutto alle vendite nei punti vendita specializzati e nelle nuove insegne monomarca.

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Fonte: federfarma