Lorenzin: il metodo Stamina non esiste

Redazione DottNet | 22/12/2013 18:12

ministero-della salute staminali lorenzin

"Il metodo Stamina non esiste dal punto di vista scientifico, non abbiamo ancora le prove". E tra 2-3 giorni arriverà il decreto di nomina del nuovo Comitato chiamato a pronunciarsi sulla sperimentazione del metodo dopo la pronuncia del Tar del Lazio che il 4 dicembre scorso ha sospeso il decreto di nomina della prima commissione di esperti che aveva bocciato il metodo.

 

 Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, arriva all' ospedale di Chieti per l'inaugurazione del Centro nazionale di alta tecnologia in Oftalmologia e la visita si trasforma in una vera e propria 'maratona' sul metodo. Incontra Andrea, il papà di Noemi, proprio nella loro terra e spiega: "Quando vedo questi genitori così disperati non sono indifferente, e non lo dico per ottenere simpatie", dice commossa, ma "la comprensione non può diventare irrazionalità". Dal papà di Noemi (la bimba fu ricevuta da Papa Francesco e per lei il giudice dell'Aquila ha detto sì al metodo) poca soddisfazione dal faccia a faccia privato col ministro, nel quale non sono state ammesse telecamere e giornalisti: "Mia figlia - dice dopo il confronto - non ha avuto le sue risposte bisogna sbloccare le liste d'attesa e fare presto. Se poi viene dimostrato che la cura era efficace chi si prenderà la responsabilità delle morti di tutte queste persone?". Intanto è guerra sul fronte giudiziario: in primo piano le cartelle cliniche di cui il quotidiano 'La Stampa' afferma di essere venuto in possesso e dalle quali non emergerebbe nessun miglioramento dei pazienti e l'ipotesi di un decesso sospetto. "Decesso dovuto a polmonite e che nulla ha a che fare con le staminali", dice il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, secondo il quale il ministero "è in possesso di tutte le cartelle, cliniche e biologiche". Per Vannoni la Procura di Torino il 2 dicembre scorso ha chiesto il rinvio a giudizio con l'ipotesi di reato per tentata truffa in merito ai fondi chiesti alla Giunta regionale del Piemonte, mentre il 20 dicembre il pm Raffaele Guariniello ha ipotizzato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, nonché alla truffa. In arrivo nuove iniziative nei prossimi giorni dopo l' incontro Nas-Pm in Procura a Torino. Una vicenda giudiziaria nella quale il ministro "non entra" e che definisce "inquietante", accanto alla quale c'è un livello relativo "al metodo scientifico che non riguarda una singola persona, ma il fatto che il servizio sanitario nazionale non può permettersi di autorizzare cure che non siano considerate tali secondo la scienza". "Il ministro - dice Lorenzin questa volta in pubblico, dinanzi al papà di Noemi e alla folta platea di giornalisti, medici e istituzioni locali - è un soggetto terzo. Se si ha rispetto per i giudici amministrativi, lo stesso lo si deve ai magistrati che ipotizzano truffa e contraffazione. Qui non siamo in un talk show - tiene a sottolineare incalzata dalle domande di Andrea - vediamo quando (il metodo ndr.) sarà provato o non provato. In realtà l'altro comitato aveva già dato il verdetto, vediamo cosa farà il secondo". "Rispetto l'ordinanza del Tar, anche se potevamo fare appello. Aspettiamo i nuovi risultati, accetteremo qualsiasi risposta". 

Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione

Fonte: ministero della Salute