Remunerazione, per Racca occorre strutturare i compensi

Redazione DottNet | 03/01/2014 17:31

Firmato il 30 dicembre scorso dal presidente Napolitano e pubblicato in serata sulla Gazzetta ufficiale, il decreto Milleproroghe è già in vigore. Confermata, all’articolo 7, la norma che sposta di dodici mesi la scadenza entro la quale il Governo deve riformare la remunerazione delle farmacie, anche se Federfarma intende premere perché l’obiettivo sia raggiunto ben prima del nuovo termine:

 

«Il nostro intento rimane sempre lo stesso» conferma a Filodiretto la presidente del sindacato, Annarosa Racca «miriamo a definire con la parte pubblica un nuovo modello di remunerazione che, pur nella difficoltà economica complessiva del paese, possa assicurare all’azienda farmacia solidità e sostenibilità. Nel corso delle trattative, naturalmente, dovremmo riuscire a mantenere saldi alcuni principi irrinunciabili, in particolare una strutturazione dei compensi che consenta di recuperare al canale i medicinali oggi distribuiti in diretta».

Presidente, ora che il Milleproroghe è legge quali sono le previsioni…
Ci attendiamo che, passate le feste, il confronto già avviato sul nuovo modello riprenda con la stessa intensità che ha avuto in queste ultime settimane. Non riteniamo, in sostanza, che dietro al rinvio di un anno della scadenza ci sia l’intenzione di mettere in pausa la trattativa per poi riprenderla tra dieci mesi. Spinge a tale considerazione anche la sostanza degli incontri tenutisi con il ministero della Salute in questi ultimi due mesi e il conseguente ritmo del lavoro tecnico sviluppato con l’Aifa: il percorso coperto finora è soddisfacente e fa ben sperare per uno spedito e proficuo proseguimento. L’opportunità di ulteriori e intensi approfondimenti, tra l’altro, sarà utile anche per valutare alcune novità emerse nell’ultimo periodo: per cominciare, notiamo un rallentamento dell’effetto “generici” sulla spesa Ssn che merita altre riflessioni; poi, va soppesata la rivendicazione di un ruolo autonomo avanzata sul tema remunerazione dalle Regioni. Sono due elementi da valutare attentamente nel proseguo delle trattative, che non potranno non tenere conto dell’assetto complessivo dell’assistenza farmaceutica quale scaturirà dal Patto per la salute.

Le condizioni del confronto sono le medesime dello scorso anno o c’è qualche difficoltà in più?
Dobbiamo intanto rivolgere un sentito grazie al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che sulla remunerazione fin dal suo arrivo al dicastero ha espresso la volontà di procedere in maniera condivisa con i titolari e tutta la filiera. Questo ha richiesto un intenso lavoro “diplomatico” con le altre componenti, perché c’erano posizioni talvolta distanti. Abbiamo lavorato giorno per giorno per levigare le asperità e le dissintonie e per questo devo ringraziare tutte le sigle della filiera per la disponibilità dimostrata. Ancora oggi siamo in attesa della posizione ufficiale e definitiva di una parte della distribuzione intermedia che, tuttavia, sono certa non mancherà di assicurare infine il suo contributo fattivo. I distributori intermedi conoscono perfettamente le difficoltà che incontrano le farmacie e sono consapevoli che un consolidamento delle stesse si tradurrà inevitabilmente in una maggiore tutela per le aziende di distribuzione intermedia.

Quindi?
Quindi con l’Aifa abbiamo cominciato a lavorare su cifre e dati, e anche qui c’è voluto tempo. Fin dalla partenza, infatti, è emersa una differenza metodologica tra noi e loro: l’Agenzia ragiona sui totali di spesa perché il suo obiettivo è garantire che i saldi restino invariati. I vincoli economici nei quali ci troviamo ad operare non sono dissimili da quelli nei quali è stata condotta la prima trattativa. Noi, invece, proviamo a ragionare sui fatturati delle singole farmacie. A parità di costi Ssn, occorre quindi scendere nel dettaglio e condividere le valutazioni sui margini di filiera, sul valore degli sconti agevolati per alcune tipologie di farmacia, sul metodo di conversione di alcuni tipi di sconto in minor margine e così via.

Come stavate procedendo e dove siete arrivati?
Al momento il Ministero ha delegato all’Aifa il confronto tecnico e con l’Agenzia abbiamo avuto incontri serrati, l’ultimo soltanto giovedì 19 dicembre. Si sta lavorando a una proposta, per la quale però è necessario giungere ai valori finali condividendo alcuni ulteriori principi, come il rapporto tra le farmacie a sconto ordinario e quelle a sconto ridotto e forfettario oppure la data di riferimento sulla quale calcolare il margine, da rispettare poi nel nuovo metodo di calcolo della remunerazione. Noi stiamo offrendo tutto il contributo necessario, dalla fornitura dei dati al supporto tecnico, e ci attendiamo che presto si possa giungere a una sintesi su quelle differenze metodologiche di cui ho detto per poi convergere su una proposta condivisa.

Che cosa si devono aspettare i titolari?
Quanto rimarrà del famoso accordo dell’ottobre 2012? Ovviamente, al momento opportuno, la proposta sarà oggetto della valutazione degli organismi di Federfarma. Posso solo dire che, ferma restando la validità della struttura del modello concordato con l’Aifa il 16 ottobre, si sta studiando un sistema a più fasce che accoglie in parte alcune osservazioni emerse al tavolo dello scorso anno e, in prospettiva, risponde bene alle dinamiche future del mercato Ssn. Il nostro obiettivo rimane il recupero della distribuzione di tutti i farmaci che non richiedono un particolare controllo ospedaliero, anche sfruttando l’opportunità della recente norma della Legge di Stabilità sulla revisione annuale del Pht. Il resto uscirà da confronto con l’Aifa che, lo ripeto, intendiamo far ripartire già dalla fine delle festività. Miriamo, con fermezza, a consentire all’assemblea di Federfarma di valutare una proposta che sia il frutto di un lavoro ponderato e approfondito. E che consideri, per quanto possibile, anche scenari futuri. Vogliamo essere protagonisti del nostro avvenire operando scelte difficili ma fondamentali come è quella sulla remunerazione». 

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Fonte: federfarma, filodiretto

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