Aifa, così le farmacie online

Farmacia | Redazione DottNet | 03/01/2014 17:36

Grazie al decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue sull’e-commerce dei farmaci non ci saranno altri casi come 121doc, la “web-pharmacy” inglese (regolarmente autorizzata nel suo paese) che aveva cercato di vendere on line in Italia medicinali con obbligo di ricetta.

 

Perché il decreto detta finalmente un pacchetto di regole cui dovranno sottostare anche i siti che da altri Stati dell’Unione vogliono commercializzare farmaci nel nostro paese. Questa, almeno, è una delle riflessioni provenienti dall'intervista a Domenico Di Giorgio, dirigente dell’Unità prevenzione e contrasto contraffazione medicinali dell’Aifa, che si può leggere sul portale dell'Agenzia stessa. «Quando il decreto sarà approvato definitivamente» spiega in particolare Di Giorgio «tutti gli operatori che vorranno vendere farmaci dovranno allinearsi ai criteri del Paese in cui i farmaci vanno spediti. Quindi per l’Italia, secondo il testo al momento al vaglio delle Camere (per il parere di legge delle commissioni competenti, ndr), la vendita è limitata ai farmaci da banco». Lo stesso vale per i consumatori: «I pazienti italiani» osserva il dirigente dell’Aifa «dovranno comunque applicare le norme italiane, quindi gli unici farmaci che sarà possibile acquistare saranno quelli senza prescrizione medica».
Di Giorgio passa poi in rassegna i requisiti che il decreto impone in materia di e-commerce: «Le farmacie autorizzate alla vendita online saranno gestite da operatori già autorizzati alla vendita sul territorio in Italia. I loro siti riporteranno un logo specifico, con un link all’elenco delle farmacie autorizzate a vendere online che sarà gestito dal Ministero della Salute. Ci sarà un collegamento tra questo sito centrale di certificazione e il sito della Commissione: i cittadini potranno rivolgersi a quelle farmacie che hanno il logo e che compaiono perciò nella lista degli operatori autorizzati».
In tema di controlli sull’e-commerce, infine, Di Giorgio ricorda che l’Aifa aveva già sottoscritto «un accordo con l’agenzia americana che supporta Google nella ricerca delle farmacie illegali», cui poi si è aggiunto il tavolo di collaborazione intersettoriale con Antitrust, Nas e ministero della Salute. I controlli già avviati grazie a tali programmi, quindi, «saranno sistematizzati e istituzionalizzati: il Tavolo intersettoriale potrebbe diventare una vera e propria Task Force permanente», per arginare soprattutto la faccia “nascosta” del pianeta Internet: «Parliamo di quel 99% circa di siti» continua Di Giorgio «che sono completamente illegali e si dedicano alla commercializzazione e distribuzione di farmaci di bassa qualità, contraffatti e pericolosi per la salute pubblica».

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Fonte: aifa, federfarma, filodiretto

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