Cgil contro gli spot Rai di obiettivo risarcimento

Redazione DottNet | 05/01/2014 11:52

cgil sanità-pubblica sindacato malasanità

Accanto alle paginate intere sui principali quotidiani per pubblicizzare gli studi legali che si occupano di malasanità, adesso anche la Rai – e con essa Mediaset e La7 - sfrutta il filone, con decine di spot, alimentando un sentimento d'insofferenza verso la classe medica.

 (clicca qui per vedere l'intervista sull'argomento all'avvocato Vania Cirese) Ma Massimo Cozza, segretario nazionale di Fp-Cgil medici non ci sta: “E' paradossale che la Rai, il servizio pubblico, trasmetta un inquietante e suggestivo spot pubblicitario sulla malasanità, con il rischio di un aumento del contenzioso medico-legale nella sanità pubblica in un sistema già inadeguato e dannoso sulla responsabilità professionale sanitaria, che potremmo definire di malaresponsabilità”. Il filmato, infatti, invita le vittime di errori medici a rivolgersi agli esperti entro dieci anni dall'evento al fine di ottenere un congruo risarcimento. Insomma si getta benzina sul fuoco su una materia, delicata e complessa, che vede ogni anno oltre 12mila denunce nel 2102. se poi si considera che ogni denuncia (63% per lesioni personali e 11% per decessi) può riguardare più medici, con un coinvolgimento di decine di migliaia di professionisti, i conti sono presto fatti. “I medici, anche se hanno agito in scienza e coscienza – aggiunge nella nota il segretario nazionale della Fp Cgil Medici Massimo Cozza - con l'attuale sistema di malaresponsabilità rischiano sempre di più la gogna mediatica, di essere comunque sottoposti a indagini giudiziarie, costretti ad avvalersi di avvocati e a passare anni come imputati nelle aule dei tribunali. Peraltro con polizze assicurative sempre più alte e con minori tutele anche da parte delle stesse aziende sanitarie. Così in modo cautelativo tendono a operare sempre di meno i casi più complessi, e i cittadini sono sottoposti a sempre maggiori esami diagnostici e interventi terapeutici.” c'è da registrare comunque un dato positivi, ovvero che alla fine di un lungo contenzioso, per il 95% dei casi si arriva all'assoluzione del professionista sanitario, a fronte di un costo della medicina difensiva stimato dal Cergas Università Bocconi in circa il 10% della spesa sanitaria complessiva (circa 13 miliardi l'anno) e con i cittadini diverse volte costretti a lunghi percorsi a ostacoli per avere il giusto risarcimento di un danno ingiusto. “L'attuale sistema sulla responsabilità professionale sanitaria, in mancanza di norme giuridiche certe e appropriate, in presenza di una visione miracolistica della medicina e di campagne pubblicitarie di associazioni e studi legali - continua Cozza nella sua nota - è sbagliato e dannoso per la collettività, sta minando il fondamentale rapporto medico-paziente, con un costo sociale inestimabile”. “È tempo che il Governo e in primo luogo la Ministra della Salute Beatrice Lorenzin intervengano per l'approvazione di una normativa appropriata sulla responsabilità professionale in sanità, partendo dai progetti di legge in discussione in Parlamento, promuovendo una campagna di comunicazione sociale da avviare proprio dalla Rai. Possibilmente – conclude il segretario nazionale della Fp-Cgil Medici - senza farsi autogol”. 

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Fonte: cgil medici