Zaia, il futuro sarà la deospedalizzazione e l'apertura notturna

Redazione DottNet | 07/01/2014 16:36

In occasione della sua visita all'ospedale civile di Venezia, il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha fatto il punto anche sulla sanità regionale. Un sistema, ha ricordato, che conta su ''75 ospedali, 94.000 persone che ci gravitano attorno e un budget di 8 miliardi e 640 milioni che ogni anno strappiamo a spintoni e unghiate nel riparto nazionale: quest'anno ci è andata bene e quindi continueremo a investire''.

 

Zaia ha indicato quelli che, anche sulla base dei risultati positivi della sperimentazione degli ospedali di notte, sono secondo lui i "driver della sanità del futuro''. ''Il primo - ha specificato - è la deospedalizzazione: con una media di sette giorni a letto, rispetto ai 30 delle regioni che esportano malati, siamo già messi bene, ma l'ospedale del futuro penso sarà virtualmente senza letti: i dati sulla day surgery, in una regione simbolo delle buone pratiche sanitarie come la nostra, sono una cosa concreta in tal senso. Anche perché la qualità dell'assistenza non si misura con i posti letto, ma significa meno invasività e meno degenza, perché il comparto, basta pensare solo alle macchine, è in continua evoluzione''. E ha aggiunto: ''Parlare di taglio di posti letto è demagogia, perché ci si dimentica dell'apertura dei posti negli ospedali di comunità per pazienti cronici: posti che, tra l'altro, ci costano la metà''. ''La delibera della Giunta - ha confermato il dg dell'Ulss 12, Giuseppe Dal Ben - non taglia posti, ma modifica semplicemente le modalità di assistenza: gli ospedali vanno usati in maniera minore possibile, ma adeguata. E va sviluppata l'assistenza territoriale, perché le persone si curano meglio a casa''. Il secondo punto individuato da Zaia è la strada aperta dagli ospedali di notte. ''Mi sembra abbia indicato una via utile: la notte per l'utenza esterna, il giorno per i ricoverati. Anche perché abbiamo ricevuto migliaia di richieste per effettuare esami di notte''. Zaia, dopo aver ringraziato i primari, ha quindi ammesso: ''Se siamo bravi nelle cure, lo siamo meno in cortesia, ricezione e informazioni e in questo dobbiamo migliorare''. 

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Fonte: regione veneto

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