Pronto soccorso intasati: la situazione in Italia

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 09/01/2014 16:51

Con il rapido aumento dei casi di influenza negli ultimi giorni, e l'inizio dell'epidemia vera e propria, negli ospedali molti Pronto soccorso sono già in difficoltà segnalando, in media, un +20-30% di accessi nelle ultime due settimane. A rilevarlo è Giorgio Carbone, past president della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu).

''Negli ultimi giorni - spiega Carbone - si sta già registrando una media, dal nord al sud dell'Italia, del +20-30% di accessi nei Pronto soccorso a causa della sindrome influenzale e patologie collegate. Ciò sta determinando difficoltà in molti ospedali, con un conseguente ritardo dei ricoveri e lunghe attese in barella per i pazienti''. In prevalenza, sottolinea, a recarsi in Pronto soccorso sono le persone più anziane, 'complice' anche la difficoltà, nei giorni delle festività natalizie, a reperire i medici di famiglia. Particolarmente pesanti, segnala l'esperto, le conseguenze dell'intasamento in alcuni Pronto soccorso: ''A Torino - afferma - all'ospedale Maria Vittoria sono terminate le coperte e al San Giovanni Bosco i pazienti, stanchi dell'attesa e chiedendo di essere visitati, hanno addirittura sfondato le porte del Pronto soccorso''. Si segnalano anche ritardi nei ricoveri: Come conseguenza del 'super-afflusso' nei Pronto soccorso, ''in alcuni ospedali romani, ad esempio - sottolinea Carbone - pazienti hanno atteso fino a 5 giorni in barella prima di essere ricoverati''. In vista del previsto ulteriore aumento dei casi di influenza, l'invito degli esperti è dunque quello a non intasare inutilmente gli ospedali: ''E' importante recarsi al Pronto soccorso - rileva Fabrizio Pregliasco, del dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Milano - solo in presenza di evidenti difficoltà respiratorie o in casi particolari. In generale, soprattutto nel caso dei bambini, il consiglio è quello di utilizzare farmaci sintomatici di automedicazione per tenere sotto controllo la febbre e seguire l'andamento nei successivi 2-3 giorni. Se non ci sono miglioramenti - conclude - rivolgersi al medico o al pediatra''.

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Fonte: simeu

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