Obiettivo risarcimento: troppi 45mila morti l'anno per malasanità

Redazione DottNet | 14/01/2014 10:40

professione sanità-pubblica malasanità

La malasanità costa 45 mila morti l'anno. E i premi assicurativi per i medici sono ormai alle stelle. "Una situazione fuori controllo" secondo 'Obiettivo risarcimento', gruppo di consulenza e gestione danni, che scrive al ministro della Salute Beatrice Lorenzin di convocare un tavolo sul tema "al quale siamo pronti a sederci con chiunque abbia l'interesse a farlo", si legge in una nota che riferisce la stima dei morti evitabili per malasanità ogni anno fatta da Marcello Crivellini, professore associato di Analisi e Organizzazione di sistemi sanitari presso la Facoltà di Ingegneria dei sistemi del Politecnico di Milano.

 "Quarantacinquemila morti l'anno - continua la nota - è un dato scandaloso ed Obiettivo risarcimento non può pensare che il nostro sistema sanitario lo possa considerare, anche solo lontanamente, come fisiologico o accettabile. A questo problema va affiancata l'inevitabile crescita esponenziale dei premi assicurativi del comparto che tutela l'operato dei medici. Aumenti che vengono applicati a seguito di pagamenti di danni da errore medico effettivamente riscontrati e non certo per le denunce. Tutto questo però, si noti bene, nessuno lo dice. O chi lo accenna punta a fare in modo che la colpa di tutto sia di chi denuncia i casi: cioè i pazienti, i familiari e chi li assiste", evidenzia il presidente di Obiettivo risarcimento, Roberto Simioni. “Al ministro Lorenzin rivolgiamo la nostra piena disponibilità - dice Paolo Simioni, amministratore delegato di Obiettivo risarcimento - ad offrire un contributo per migliorare le condizioni ed innovare la legislazione sia per i pazienti vittime di errori sia per i medici spesso anche loro stessi vittime del sistema. Obiettivo risarcimento, conscio della correttezza delle sue pratiche e di essere osservatorio privilegiato nel settore della malasanità, è pronto ad aprire un dialogo chiaro volto ad equilibare quello che è un reale problema della sanità nazionale". 

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Fonte: adn