Medici contro infermieri: no alle nuove competenze

Redazione DottNet | 15/01/2014 13:35

"Frantuma assetti ordinamentali concedendo la possibilità ad ogni Regione di disegnare proprie competenze professionali" e rischia di "creare sovrapposizioni di competenze, oltre che di responsabilità".

Per questo motivo, i medici bocciano la bozza di accordo tra il Governo e le Regioni sulla ridefinizione delle competenze dell'infermiere e chiedono una riesame dell'atto che tenga conto anche delle loro osservazioni, fatte nello spirito di "trovare una soluzione tra le categorie interessate", senza "pericolose fughe in avanti che potrebbero avere ricadute negative sulla salute dei cittadini" e "degenerare in un'anarchia di responsabilità". E' questo il contenuto in una lettera inviata dall'intersindacale medica ai Ministri della Salute Beatrice Lorenzin e degli Affari Regionali Graziano Delrio, al Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani e agli Assessori Regionali alla Salute Servono, per chiedere "norme chiare ed uniformi". "Prevedere competenze non uniformi sul territorio nazionale e, di conseguenza, responsabilità diverse e non definite", scrivono le Organizzazioni Sindacali della Dirigenza Medica, Veterinaria e Sanitaria, comporta rischi per la salute dei cittadini, "che si troverebbero di fronte ad una 'balcanizzazione' dei processi di cura, ed un nuovo strappo nel tessuto già lacerato del SSN". Le intese a valenza locale, che sono previste nella bozza di accordo, infatti, relegherebbero il Ministero della Salute ad "un pallido Osservatorio", e produrrebbero nuove diseguaglianze nella sanità italiana, dando spazio a rivendicazioni di autonomia nella diagnosi, nella certificazione, nella gestione di unità operative". Altro rischio, notano, è che si arrivi "all'assurdo giuridico che lo stesso atto possa essere di competenza del Medico, al quale viene richiesto un percorso formativo di 11 anni, e nello stesso tempo dell'infermiere il cui percorso formativo è di soli tre anni". Perciò sindacati medici chiedono che le trasformazioni della figura professionale dell'infermiere siano affidate a "un trasparente percorso legislativo al quale concorrano tutti i protagonisti", non a "semplici deliberati della Conferenza Stato-Regioni", "attraverso i quali le Regioni potrebbero utilizzare personale tecnico ed infermieristico per compiti fino ad ora affidati ai medici, con l'obiettivo di ridurre i costi".

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Fonte: ansa

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