Arriva il pacemaker senza elettrocateteri: presto in 20 regioni

Cardiologia | Redazione DottNet | 15/01/2014 17:29

Un cilindretto metallico grande quanto un fiammifero, lo si inserisce nel ventricolo destro del cuore e lo si 'avvita' in basso, dove il tessuto cardiaco è più spesso. E' il pacemaker Nanostim senza elettrocateteri presentato a Milano dai 4 specialisti che lo hanno impiantato, per la prima volta in Italia, nello scorso mese di dicembre. Costa il doppio di un Pacemaker tradizionale e per il momento verrà utilizzato solo in pazienti a rischio di infezione, come i diabetici o i portatori di altre protesi. Entro il 2014 potrà essere impiantato in 20 Centri di quasi tutte le Regioni.


''Una rivoluzione - dice Fiorenzo Gaita, dell' Ospedale Città della Salute di Torino - se si pensa che il primo pacemaker del 1958 (realizzato da St.Jude Medical, la stessa che ha acquisito e oggi produce Nanostim) era grande come un pacchetto di sigarette, pesava 73 grammi e durava solo sei mesi, mentre questo pesa solo 2 grammi e ha una durata di 10 anni''. Ma la vera grande innovazione sta nel fatto non necessita di elettrocateteri, spesso causa di infezioni. Spiega Maurizio Lunati, Direttore della Cardiologia 3 dell'Ospedale di Niguarda: ''Fino a ieri disponevamo di un pacemaker grande come una grossa moneta che veniva inserito in una tasca chirurgica sottopelle da cui partivano elettrocateteri che, passando attraverso le vene, andavano fin dentro il cuore per stimolarne il battito a una frequenza normale. Oggi abbiamo un unico piccolissimo dispositivo che si impianta direttamente nel ventricolo destro e contiene in sé batteria, circuiti e sistema di stimolazione''. ''Lo si inserisce - afferma Antonio Curnis, degli Spedali Civili di Brescia - col paziente sveglio, attraverso un catetere inserito in vena che entra, attraverso la valvola tricuspide, nel ventricolo destro. Il dispositivo è dotato di una vite che nella parete cardiaca viene fissata come una 'autofilettante', e di una punta con cui dà lo stimolo elettrico. Dura 5 anni per stimolare ogni battito del cuore, 10 se ne stimola il 50%, fino a 18 se ne stimola il 25-30%. La regolazione si fa dall'esterno, wireless''.  ''Non è utilizzabile da tutti i pazienti che oggi hanno un pacemaker, che in Italia sono 700 mila, cui se ne aggiungono 60 mila nuovi ogni anno - precisa Claudio Tondo dell'Irccs Monzino di Milano - ma solo da quelli (e sono il 30%) con fibrillazione atriale associata a bradicardia''.

fonte: ansa

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