Liberi farmacisti, no al numero chiuso al corso di laurea

Farmacia | Redazione DottNet | 16/01/2014 09:58

Il Movimento liberi farmacisti torna sulla questione numero chiuso all'università attaccando il Presidente dell'Ordine di Bolzano, nonché ex componente della PGEU, Maximin Liebl. L'associazione conferma ancora una volta la propria contrarietà a qualsiasi tentativo di stabilire un numero chiuso nazionale all'iscrizione al corso di laurea in farmacia.

 

 I dati riportati dal Presidente dell'Ordine di Bolzano circa un aumento del 30% dei laureati in farmacia sono completamente avulsi dalla realtà statistica che, al contrario, vede il numero degli immatricolati diminuire in maniera sensibile negli ultimi due anni accademici (Fonte MIUR – Almalaurea). Nel 2012 ogni due medici che si sono laureati si è laureato un farmacista (in media 7000 medici contro 3.500 farmacisti). Citare esempi come quello tedesco e inglese ove "il problema degli esuberi di farmacisti non si avverte" è fuorviante e strumentale.
In Germania e in Inghilterra il numero chiuso di farmacie non esiste e l'offerta non è limitata artificialmente da norme poste a tutela di chi è già presente nel mercato. Se si vuole fare il numero chiuso al corso di laurea in farmacia prima si liberalizzi il settore, poi potremmo cominciare a discuterne. Troppo comodo richiamare modelli "parziali" per giustificare la propria tesi.
Inoltre, appare eticamente discutibile che un Presidente di un Ordine provinciale dei farmacisti auspichi il successo della "fuga all'estero" dei colleghi che dovrebbe rappresentare, invece d'impegnarsi, con tutte le proprie forze, per far rimanere nel territorio nazionale professionisti per cui famiglie e  Stato hanno speso tante energie non solo economiche. Il problema della disoccupazione dei farmacisti in Italia è un problema creato ad arte da un sistema teso a difendere interessi economici, ove da un lato s'impedisce qualsiasi allargamento in favore della libera iniziativa, dall'altro si abusa di tipologie di contratto al limite dello "schiavismo", per tutti valga l'utilizzo degli stage. Per l'Università non serve il numero chiuso nazionale, ma una seria riforma del corso di laurea ove la qualificazione del laureato sia fatto imprescindibile per offrirgli maggiori possibilità di essere nel mercato de lavoro da protagonista. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti ha già presentato nelle sedi opportune (Fofi) un proprio progetto, non ci sembra che altri abbiano fatto altrettanto, la discussione sull'università rimane relegata a facili e "comode" soluzioni tutte indirizzate a coltivare il proprio "arido" orticello.

Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione

Fonte: movimento liberi farmacisti

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato