Patto per la salute: più poteri al Ministero e sblocco turn over

Redazione DottNet | 16/01/2014 19:02

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Il nuovo Patto della Salute sarà all'insegna della ''concretezza'' e degli ''impegni stringenti'' e punterà, tra l'altro, ad un rafforzamento dei poteri di controllo da parte del ministero della Salute e allo sblocco del turn over. Ad indicare la linea è stato oggi il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha incontrato le Regioni al tavolo convocato al dicastero proprio per riprendere il confronto che, ha assicurato, avrà ''tempi brevi''. La chiusura del Patto è infatti prevista entro febbraio.


Il rafforzamento del ruolo del dicastero, soprattutto in merito alle questioni economiche, è stato dunque uno dei punti oggetto del confronto: ''E' emersa da parte di tutti - ha spiegato Lorenzin - l'esigenza di un rafforzamento dell'attività di controllo da parte del ministero della Salute sugli aspetti sanitari, i livelli essenziali di assistenza, il coordinamento scientifico e della prevenzione''. A chiarire tale obiettivo è stato anche il coordinatore degli assessori alla Sanità, Luca Coletto: rafforzamento del potere di controllo da parte del ministero significa "potere di intervenire soprattutto sulle questioni economiche. Potrebbe servire per accompagnare meglio chi è in difficoltà verso il risanamento. Quindi - ha precisato - non la vedo come una prevaricazione del Titolo V, bensì come una cogestione per migliorare le situazioni" perché, ''quando ci sono sbilanci eccessivi e nessun tipo di intervento da parte dei commissari, continuare su questa strada aggrava i bilanci e non permette un recupero da parte delle Regioni". C'è dunque, ha detto, "la volontà di collaborare in maniera più importante". Insomma, ''un intervento forte del governo - ha commentato Coletto - sarebbe auspicabile per risolvere certe situazioni".  Riferendosi quindi ai contenuti del Patto, Lorenzin ha evidenziato che ''gli elementi più importanti emersi, oltre alla riorganizzazione del territorio, sono anche capire come affrontare in futuro la compartecipazione della spesa, la questione del personale e lo sblocco del turn over, il meccanismo di aggiornamento dei piani di rientro e il tema della 'spending interna'''. Inoltre, ''saranno "aggiornati i Livelli essenziali di assistenza, che andranno anche sfoltiti, trovando un meccanismo per un aggiornamento continuo". E proprio lo sblocco del turn over è uno dei nodi che maggiormente preme alle Regioni, come ha sottolineato il vicepresidente della Regione Calabria, Antonella Stasi: ''Vi sono norme che bloccano il turn over; si aggiustano i conti ma non si dà possibilità alle Regioni di assumere. In Calabria abbiamo interi reparti di ospedali chiusi perchè da 5 anni non si può più assumere. Il ministro ha mostrato grande disponibilità su questo fondamentale punto". Quanto al ministero, ha aggiunto, ''c'è un bisogno assoluto di renderlo più autonomo rispetto a quello dell'Economia: per adesso tutti i provvedimenti del ministero della Salute devono sottostare alla regole dell'Economia".  Un giudizio critico arriva dal responsabile Politiche della Salute CGIL nazionale, Stefano Cecconi: ora, ha detto, ''il maggior rischio'' è che il confronto ''si riduca ad 'amministrare' i tagli decisi in questi anni''. Come ''primo atto preliminare al confronto sul Patto'', è la richiesta della Cgil, ''il governo deve proporre formalmente il riparto del finanziamento 2014 con i due miliardi aggiuntivi, come più volte annunciato, per evitare i nuovi ticket''.
 

Fonte: ministero salute, ansa