Il Ministero scende in campo contro il mercato parallelo di farmaci

Redazione DottNet | 18/01/2014 19:22

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Il ministero della Salute ha ''già provveduto a far approvare dal Consiglio dei ministri specifiche disposizioni dirette a garantire che i farmaci ritenuti essenziali e non sostituibili siano presenti sul territorio nazionale''. Lo rende noto lo stesso dicastero in relazione alle difficoltà di reperimento sul mercato nazionale di alcuni medicinali.

In particolare, ''è stato attribuito all'Agenzia del farmaco il potere di redigere specifici elenchi di farmaci dei quali sarà per tale via limitata l'esportazione''. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), rende noto il dicastero, redigerà dunque elenchi di farmaci dei quali ''sarà per tale via limitata l'esportazione, al fine di garantire il servizio pubblico sanitario e soddisfare le esigenze di tutti i pazienti. Tali farmaci dovranno necessariamente essere detenuti dai grossisti e dalle farmacie''. Il provvedimento, precisa il dicastero della Salute, si colloca nell'ambito del recepimento della direttiva 2011/62/UE che modifica la direttiva 2001/83/CE recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano al fine di impedire l'ingresso di medicinali falsificati nella catena di fornitura legale. Il ministro della Salute provvederà, non appena sul provvedimento in questione si saranno espresse le Commissioni parlamentari, a farlo approvare in via definitiva dal Consiglio dei ministri. ''Impegno costante per trovare una soluzione'' circa la questione dell'esportazione parallela di farmaci. Lo assicura l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in merito alle segnalazioni di irreperibilità di alcuni farmaci sul territorio nazionale. L'Agenzia, afferma l'Aifa in una nota, ''è impegnata quotidianamente, assieme al Ministero della Salute, a garantire che i farmaci siano disponibili sul mercato e che i cittadini possano accedervi regolarmente. In particolare il Ministero ha già intrapreso delle iniziative che permetteranno all'AIFA, una volta concluso l'iter legislativo, di redigere specifici elenchi di farmaci dei quali limitare l'esportazione''. L'esportazione parallela, ricorda l'Aifa, ''è una pratica commerciale legittima, prevista dalla normativa europea, che viene attuata quando il mercato estero offre condizioni di vendita sensibilmente più vantaggiose di quelle presenti sul mercato interno. Già da tempo consapevole di questa problematica, l'Aifa lo scorso giugno si è confrontata con tutti i soggetti che fanno parte della filiera, per cercare di trovare una soluzione condivisa, al fine di identificare e correggere le distorsioni che portano all'irreperibilità dei medicinali sul territorio italiano e individuare gli strumenti più efficaci per governare il fenomeno''. Tra le iniziative specifiche adottate dall'Agenzia rientrano i controlli effettuati presso le Aziende produttrici e i titolari, che ''hanno dichiarato di immettere regolarmente in commercio i propri medicinali, aumentandone le quantità fornite rispetto alle vendite degli anni precedenti e che l'irreperibilità dei medicinali sul territorio nazionale non è addebitabile a una contrazione della produzione''. 

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Fonte: ministero della salute, aifa