La produzione farmaceutica tira la ripresa con un più 8,3 per cento

Redazione DottNet | 20/01/2014 11:00

L'industria riprende a crescere e un ruolo da primo attore tocca al farmaceutico. Analizzando i raggruppamenti principali d'industria, l'Istat segna aumenti mensili per tutti i comparti tranne che per i beni di consumo (-0,4%). Anche su base annua c'è solo un settore in calo, ma è l'energia, con una caduta del 16,0% dovuto ad una minore richiesta da parte delle aziende. Nel dettaglio delle diverse voci, i ricavi che registrano le variazioni positive più significative nella produzione di farmaci (+8,3%) che si conferma settore trainante per l'economia italiana.

 Gli ordinativi dell'industria, sempre secondo l'Istat, segnano a novembre 2013 un aumento del 2,3% a confronto con ottobre e del 3,0% su base annua (dato grezzo), tutto grazie al traino arrivato dal mercato nazionale, in controtendenza rispetto a quanto avviene di solito. L'aumento mensile delle commesse, dopo il ribasso di ottobre, è dovuto esclusivamente alla buona performance ottenuta sul mercato interno (+4,1%) a fronte del calo registrato fuori confine (-0,4%). Lo stesso vale per la crescita annua, la terza di fila, con un +5,5% a livello nazionale, contro il -0,5% degli ordini esteri. Non c'è dubbio che questa volta la spinta sia arrivata dall'Italia, un fatto significativo visto che finora quando le commesse avevano retto era soprattutto merito delle esportazioni; mentre la domanda interna aveva fatto più che altro da zavorra. Il dato di novembre fa quindi ben sperare, anche perché gli ordinativi rappresentano una variabile in grado di anticipare il futuro andamento dell'industria, in altre parole sono un indice di quando mercato stia tirando. Il settore farmaceutico ''ha chiuso il 2013 senza tagli, ma con una redditività sotto pressione e nei prossimi mesi le imprese faranno i conti con i pesanti 'payback' per lo sfondamento del tetto di spesa, con costi per alcune imprese di diverse decine di milioni'', conferma il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, Ciò, ha rilevato il leader dell'associazione ''in una condizione nella quale la pressione fiscale sulle imprese in Italia è più che doppia rispetto ai nostri Paesi concorrenti''. “Adesso è importante far ripartire il tavolo per la farmaceutica presso il ministero dello Sviluppo economico, tavolo che doveva ripartire affrontando la questione della spesa ospedaliera. Non è ancora partito e mi auguro che ciò accada prima che si arrivi a definire il ripiano e gli sforamenti della spesa'', chiede Scaccabarozzi. ''Il governo, con la legge di stabilità, ha fatto il 'suo': ci ha promesso stabilità - precisa Scaccabarozzi - e ha mantenuto la promessa. Questo è un segnale importante, dimostrato dal fatto che gli studi clinici in Italia sono in aumento e ciò indica - ha aggiunto - che le aziende stanno ancora investendo''. E' ''però vero - ha concluso il presidente di Farmindustria - che ora abbiamo di fronte il problema del ripiano della spesa ospedaliera, che sarà 'scioccante' soprattutto per le imprese che hanno tale mercato''.

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Fonte: istat

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