Remunerazione, mozione per accelerare i tempi

Redazione DottNet | 21/01/2014 13:52

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Troppo un altro anno di attesa per cambiare la remunerazione delle farmacie. La cui sostenibilità rischia di essere compromessa da una dilazione eccessiva della riforma. Queste alcune delle riflessioni che rimbalzano dalla commissione Sanità del Senato, impegnata nell’esame della legge di conversione del decreto Milleproroghe.

Che, come si ricorderà, rinvia al 1 gennaio 2015 quel passaggio alla remunerazione mista (quota fissa più margine) tracciato dall’accordo Federfarma-Aifa del 16 ottobre 2012 e poi sbarrato dal ministero delle Finanze.
Se le considerazioni emerse in commissione fanno notizia è perché dagli interventi traspare un’inedita preoccupazione per le sorti della farmacia e una spiccata consapevolezza dell’urgenza da dare alla riforma. Che trova un sostegno bipartisan: contro una proroga tanto lontana, infatti, non si pronuncia soltanto il centrodestra – da sempre vicino ai titolari – ma anche il centrosinistraPd. Dal quale alla fine arriva anche la richiesta di un approfondimento con il Governo sulle ragioni di un rinvio tanto consistente.
Ma una convergenza bipartisan sull’urgenza di riformare la remunerazione delle farmacie si era già avvertita la settimana scorsa con l’ufficializzazione degli emendamenti al Milleproroghe. Due di questi (firmatari i senatori del M5S Taverna, Romani e Simeoni per quanto concerne il primo, i senatori Pd Mattesini, De Biasi, Dirindin, Bianco, Granaiola, Maturani, Padua e Silvestro il secondo) propongono di anticipare al 30 giugno di quest’anno il termine per l’entrata in vigore della nuova remunerazione; un terzo (firmato dai senatori Fi-Pdl D’Ambrosio Lettieri, Bernini e Mandelli) chiede semplicemente l’abrogazione del rinvio. Impossibile non mettere in relazione la sensibilità che le forze politiche ora mostrano per il sistema farmacia con i ripetuti interventi effettuati da Federfarma nelle ultime settimane, rivolti a richiamare l’attenzione sulle difficoltà in cui versa il servizio farmaceutico e sull’urgenza di misure di sostegno. Soltanto a titolo d’esempio, basterebbe ricordare il ripetuto allarme, ripreso ampiamente dalla stampa nazionale, sulle tremila farmacie a rischio default. 

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Fonte: federfarma, filodiretto