Carenze, i consumatori diffidano le aziende farmaceutiche

Farmaci | Redazione DottNet | 21/01/2014 14:00

Il fenomeno della carenza farmaci mette in allarme non solo le farmacie ma anche i consumatori. Sulla vicenda il Movimento consumatori comunica che “a tutela dei cittadini che stanno pagando pesantemente le scelte scellerate di un sistema economico che punta a fare profitto e si è dimenticato di dover tutelare prima di tutto le persone affette da gravi patologie sta procedendo a diffidare le aziende che si rendono responsabili del mancato invio di medicinali alle farmacie”.

Prima del Movimento si era mossa già Federfarma, come abbiamo già scritto, che nel luglio scorso aveva denunciato la mancanza nelle farmacie di una serie di importantissimi medicinali. Secondo i vertici dell'Associzione dei farmacisti, il problema deriva dall’esportazione all’estero da parte di depositi intermedi e alcune farmacie, di farmaci destinati al nostro mercato. Tuttavia, questa è una spiegazione, ma, per il Movimento consumatori, non può essere una giustificazione per la carenza di farmaci. “Se da un lato questa esportazione è legale – ha affermato Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci & Salute di Movimento Consumatori - la lesione dei diritti dei cittadini è comunque un dato di fatto: viene infatti negato il diritto di cura sancito dall’art. 32 della Costituzione e le aziende farmaceutiche devono comunque mettere in campo azioni in grado di far fronte al fabbisogno interno. Per limitare il fenomeno dell’esportazione, le aziende ‘contingentano’, ossia razionano pesantemente in modo generalizzato i farmaci destinati alle farmacie senza fare distinzione tra quelle che fanno esportazione per mera speculazione e quelle che invece adempiono al compito di presidi della salute nell'esclusivo interesse dei pazienti. La norma prevede che in caso di grave irreperibilità, sia possibile per le farmacie richiedere direttamente alle aziende numeri piccoli di farmaci contingentati”. Ma anche in questo caso Movimento Consumatori denuncia diverse anomalie: in alcuni casi le aziende non rispondono alle richieste, in altri hanno stretti rapporti commerciali di "transito" con pochissimi distributori intermedi, scavalcando di fatto il regime di libera concorrenza, e questo costringe le farmacie a dover avviare rapporti commerciali con uno o due depositi che di fatto gestiscono i farmaci contingentati in un modo quasi ‘monopolistico’. “Carenze e ‘monopolio’ - continua nella sua nota la Miracapillo - si traducono in danno per milioni di pazienti costretti a peregrinare da una farmacia all'altra nel tentativo di poter iniziare o di non dover essere costretti a interrompere le cure, perché mancano i farmaci prescritti dal medico di base o dagli specialisti”. “Visto che il fenomeno della carenza di farmaci non accenna a rientrare, anzi la lista dei prodotti mancanti si sta allungando – ha concluso Alessandro Mostaccio, segretario generale MC - la nostra associazione ha deciso di diffidare le aziende farmaceutiche che non garantiscono l'invio di quanto richiesto dalle farmacie al fine di assecondare prima di tutto la richiesta del mercato italiano.
 Il danno per i malati è gravissimo: è in pericolo il diritto alla salute dei cittadini e la nostra associazione ha l'obbligo di essere al fianco dei più deboli”. 


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Fonte: movimento consumatori

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