Gli antifebbrili aumentano il rischio di contagio

Redazione DottNet | 21/01/2014 15:04

Troppe medicine per i sintomi della febbre, gli antifebbrili classici come l'aspirina o l'ibuprofene che tutti prendiamo per far calare la temperatura, rischiano di aumentare i contagi dell'influenza di molto e, quindi, andrebbero evitati il più possibile.

 E' quanto emerge da uno studio condotto presso la McMaster University da David Earn; l'esperto ha stimato che l'uso diffuso di farmaci che riducono la febbre può portare a decine di migliaia di casi di influenza in più ogni anno e naturalmente anche a migliaia di morti in più per influenza. Il punto è che abbassando la febbre con un farmaco, l'organismo del soggetto influenzato reagisce meno e il carico virale che si porta addosso aumenta, mentre la temperatura alta abbassa il carico virale. In poche parole se abbiamo l'influenza e abbassiamo la temperatura con un farmaco, nel nostro corpo circola più virus e quindi siamo più contagiosi. Per di più oggi è invalsa l'abitudine di prendersi antifebbrili per tornare subito attivi a scuola e a lavoro, per cui le persone con l'influenza e con più virus in corpo da disperdere tornano in comunità (scuola, ufficio, asili e nidi etc) e sono più contagiosi che mai. Il modello messo a punto da Earn stima che solo in Usa ogni anno decine di migliaia di casi di influenza e oltre 1000 morti potrebbero essere evitati se le persone influenzate avessero l'accortezza di prendere meno farmaci antipiretici. 

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Fonte: ansa

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