Le incognite della distribuzione diretta

Farmacia | Redazione DottNet | 23/01/2014 11:14

Che la distribuzione diretta faccia risparmiare resta ancora fonte di forti dubbi; che arrechi disagi ai pazienti invece è sicuro. Se servisse, dalla cronaca locale arrivano altri episodi a confermarlo. L’ultimo ha per palcoscenico Salerno e offre pesanti indizi sull’entità di quei costi “occulti” della diretta che Federfarma denuncia da anni e Regioni e direttori generali invece minimizzano.

 Protagonista la farmacia distrettuale dell’Asl 1, davanti alla quale da tempo sostano file interminabili di assistiti in attesa di ritirare il proprio farmaco. Le code, secondo quanto riferisce la stampa locale, sarebbero legate ai tagli avviati dall’Azienda: servizi ridotti, ridistribuzione del personale per ottimizzarne l’impiego e così via. Risultato la farmacia dell’Asl – che già apriva dal lunedì al venerdì per mezza giornata soltanto – ha tolto il mercoledì dall’orario di servizio. Sembra un ridimensionamento di poco conto, di fatto non lo è perché il presidio aziendale serve quattro distretti, per un’area che va dalle pendici del Vesuvio fino alla costiera amalfitana.
Non è la prima volta che la diretta dà pessima mostra di sé in questa parte della Campania: nel luglio scorso, infatti, aveva fatto clamore la lettera di un paziente in terapia oncologica rimasto senza medicinali perché la farmacia distrettuale era passata all’orario estivo (due mezze giornate alla settimana soltanto). E allora, difficile dare torto al malato salernitano che, in coda davanti alla farmacia distrettuale dell’Asl, ha detto al giornalista: «La malasanità non è solo quella delle corsie e dei pronto soccorso, ma anche quella che ti impedisce di avere una giusta assistenza postmalattia».

Fonte: federfarna

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