Aumenta la deospedalizzazione, ma il territorio non risponde

Redazione DottNet | 23/01/2014 15:45

L’ospedale ricovera sempre di meno, ma il territorio non riesce ancora a farsi carico di ciò che al secondo livello non dovrebbe più appartenere. E’ una delle considerazioni che arrivano dall’analisi del ministero della Salute sulle Schede di dimissioni ospedaliere del 2012. In un anno, dicono i dati, i ricoveri sono diminuiti del 4,6%: quelli in regime ordinario per acuti, in particolare, del 2,9% e quelli in day hospital del 10,3%. Stesso discorso per le giornate di degenza, che scendono del 4%, da 69,5 a 66,7 milioni, e per i costi dei ricoveri, che nel 2012 superano di poco i 27 miliardi di euro (-2,5% rispetto al 2011).

Sembrano dati incoraggianti, ma il problema è che se da un lato la Sanità si sta progressivamente “deospedalizzando”, dall’altro non sembra “territorializzarsi” come dovrebbe. In altri termini, il territorio non mostra ancora quel livello organizzativo che serve a prendere in carico le competenze abbandonate dall’ospedale. Lo dimostrano i tassi relativi alle condizioni cliniche che dovrebbero essere di pertinenza del primo livello anziché del secondo: i ricoveri per influenza nell’anziano calano dello 0,4%, molto meno cioè dei ricoveri totali; quello per patologie correlate all’alcol dell’1,89%, i ricoveri per insufficienza cardiaca tra i 18 e i 64 anni aumentano addirittura (di poco più del 3%). Morale, l’ospedale fa fatica a liberarsi di questi casi perché il territorio non è ancora organizzato come dovrebbe. Ed è proprio qui che la farmacia dei servizi deve cercarsi le sue occasioni. 

Fonte: federfarma 

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