In Piemonte 4 milioni agli ex specializzandi

Professione | Redazione DottNet | 25/01/2014 15:10

Consulcesi, l'associazione di tutela dei professionisti sanitari, ha 'girato' ai medici specialisti del Piemonte assegni, ricevuti dallo Stato, per un valore totale pari a 4 milioni di euro. Lo rende noto l'associazione, promotrice dei ricorsi dei medici che, tra il 1982 ed il 1991, hanno frequentato le scuole di specializzazione senza ricevere la borsa di studio.

 

La Consulcesi rileva inoltre come, con un provvedimento legislativo ad hoc che fissasse un 'equo compenso', lo Stato potrebbe risparmiare il 60-70% dei 4 miliardi previsti di rimborso. Con questa vittoria la Presidenza del Consiglio dei ministri e i ministeri competenti sono stati obbligati a pagare questa somma imponente per il ritardo con cui sono state percepite le norme comunitarie che prevedevano l’obbligo di retribuire gli specializzandi. Coinvolti anche i camici bianchi provenienti da Torino e dal Piemonte nella restituzione di queste somme completamente esentasse (i medici della regione hanno percepito in tutto oltre 400 mila euro) di cui si è fatta promotrice proprio Consulcesi. Si stima inoltre che soltanto in Piemonte questo diritto sia stato negato ad altri 6 mila camici bianchi. È infatti, imminente la partenza di un'altra azione collettiva di rimborso per tutti i medici specializzati tra il 1982 e il 2006.  “In un momento storico in cui lo Stato chiede, tassa e toglie denaro, anche qui abbiamo fatto in modo che invece restituisse quanto giustamente dovuto, in una positiva controtendenza”.  Commenta il Vicepresidente di Consulcesi Edoardo Pantano, che aggiunge “nel 2013 abbiamo raggiunto la cifra di 327 milioni di euro riconosciuti dai tribunali di tutta Italia, con cause sempre più brevi e una giurisprudenza ormai consolidata in favore dei medici. Nel  2014 non rallenteremo. Non abbiamo alcuna intenzione di fermarci finché l'ultimo medico sul territorio nazionale il cui diritto sia stato leso non venga adeguatamente risarcito”. “Il ritardo con cui lo Stato italiano ha recepito le Norme europee – spiega l’Avvocato Marco Tortorella - non solo ha privato i medici del giusto compenso, ma li penalizza ancora oggi sia nei concorsi pubblici che nello svolgimento della professione all’estero perché il titolo non è riconosciuto. Abbiamo agito direttamente con l'Avvocatura dello Stato per giungere a un accordo che contemperasse gli interessi dei medici con il contenimento dei costi per le casse pubbliche”. 

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Fonte: ansa

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