Lorenzin, prezzi dei farmaci in Italia troppo bassi

Farmaci | Redazione DottNet | 25/01/2014 15:15

In Italia la spesa farmaceutica è «sotto controllo». Anzi, è «talmente bassa» che ha finito per alimentare «un mercato parallelo dei farmaci» per colpa del quale «le farmacie arrivano a non essere rifornite dei medicinali di cui hanno necessità».

 

Faranno senz’altro piacere alla filiera le dichiarazioni rilasciate dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al termine audizione davanti alla Camera sul nuovo Patto per la Salute. Perché portano sotto i riflettori il vero colpevole del fenomeno carenze e del parallel trade, ossia il differenziale che separa i prezzi con cui i farmaci sono commercializzati in Italia da quelli di molti altri paesi (mediamente il 30%, secondo alcune fonti). E che si riverbera su una spesa farmaceutica convenzionata addirittura troppo bassa. «Ma prima di rivalutare il tetto» ha avvertito il Ministro «bisogna capire perché la spesa territoriale è sotto controllo mentre quella ospedaliera sfora». In ogni caso, ha detto ancora Lorenzin, da qui al 2017 il budget Ssn è destinato a crescere e dunque la farmaceutica crescerà in proporzione: 109,902 miliardi per il 2014, 113,452 per il 2015, 117,563 per il 2016 e 122 per il 2017.
Intanto, sempre a proposito di irreperibilità, procede l’iter del d.lgs anticontraffazione e della norma che rafforza gli obblighi di servizio pubblico in capo ai distributori: sul testo, infatti, è arrivato anche il parere della Conferenza delle Regioni, che esprime giudizio favorevole pur con alcune osservazioni (nessuna delle quali relativa alla misura anti-carenze).
Va avanti il decreto e vanno avanti anche le segnalazioni delle Federfarma territoriali: in un articolo sul Corriere del Mezzogiorno, la presidente di Federfarma Lecce, Francesca Conchiglia, denuncia la persistenza di carenze e irreperibilità nelle farmacie della provincia e ricorda di aver già denunciato due anni fa alle forze dell’ordine il fenomeno dei depositi «fantasma» che non assicurano i rifornimenti dovuti. In difesa dei distributori, invece, è scesa ieri Adf: «Qualsiasi grossista» ha ricordato il presidente dell’Associazione, Aldo Pesenti «potrebbe inondare il Ministero con le note d’ordine trasmesse ai produttori, ordini che le industrie tagliano anche del 90% sebbene le quantità si mantengano al livello storico degli ordinativi aziendali». A sostegno delle farmacie si è invece schierato il Movimento Consumatori, dal quale arriva la minaccia di diffide nei confronti dei produttori che si rendessero responsabili di mancate forniture alle farmacie. «In alcuni casi» spiega in una nota il Movimento «le aziende non rispondono alle richieste, in altri hanno stretti rapporti commerciali di “transito” con pochissimi distributori intermedi; questo costringe le farmacie ad avviare rapporti commerciali con uno o due depositi che di fatto gestiscono i farmaci contingentati in un modo quasi "monopolistico"».

Fonte: federfarna 

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