Tar: l'Usl può consegnare in via diretta i farmaci ai pazienti cronici

Redazione DottNet | 27/01/2014 15:19

E' una sentenza che apre la strada ad altre iniziative analoghe. IL Tar toscano ha respinto il ricorso dell’Associazione delle farmacie private senesi sul progetto della USL7 che riguarda la consegna diretta di farmaci a pazienti cronici. Il progetto, al contrario, è stato valutato dai giudici amministrativi legittimo in ogni sua parte, rigettando pertanto ognuno dei tre motivi del ricorso. Di fatto, quindi, tutte le farmacie convenzionate (pubbliche) che hanno aderito al progetto di distribuzione diretta dei farmaci e quelle private che vorranno aderire (il progetto non le ha mai escluse) potranno continuare la distribuzione dei farmaci ai pazienti interessati da patologie croniche.

 L’Azienda USL7, infatti, sulla base delle indicazioni regionali, ha attivato percorsi per patologie croniche quali scompenso, diabete, ipertensione, bronco pneumopatia cronica ostruttiva e ictus basati sulla continuità assistenziale ospedale-residenzialità, volti ad ottimizzare l’assistenza del paziente cronico in collaborazione con i medici di famiglia, rendendola più controllata e qualificata per ricondurre i ricoveri ospedalieri a situazioni di stretta necessità. Il controllo della corretta aderenza alla terapia farmacologica diviene, quindi, un elemento fondamentale del percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale e l’implementazione della distribuzione diretta di alcuni farmaci a brevetto scaduto ai cittadini in trattamento per patologie croniche inserite in assistenza domiciliare è stata realizzata in questo senso. Tutto ciò, oltre a favorire il controllo da parte del personale medico della corretta aderenza alla terapia del paziente cronico (è dimostrato da numerosi studi che la riuscita del processo di cura in questi casi sta proprio nella facile e chiara assunzione della terapia farmacologica e riportato nelle motivazioni della sentenza del TAR) produce per l’azienda risparmi nella spesa farmaceutica complessiva, risparmi che la stessa azienda  reinveste nel territorio per la realizzazione dell’Assistenza Domiciliare Integrata e del nuovo modello assistenziale del “Chronic Care” . Per la consegna diretta dei farmaci, infatti, le aziende sanitarie possono acquistare medicinali a brevetto scaduto con sconti fino all’80% del loro prezzo di listino a seguito di gare effettuate dagli Estav, con validità pluriennale. La sentenza del Tar Toscano, tenuto conto di tutto questo, riporta anche la giurisprudenza che già si era espressa sulla effettiva possibilità degli acquisti diretti di farmaci da parte delle aziende sanitarie, riconoscendo il perseguimento del “duplice obiettivo di garantire la continuità assistenziale ai soggetti interessati, rispettando il principio del contenimento della spesa pubblica”. 

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Fonte: Tar, cittadinonline

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