Social e aziende farmaceutiche sempre più in sinergia: ricerca Ims

Redazione DottNet | 27/01/2014 15:53

I social media e le tecnologie digitali sono diventati ormai una costante anche nell'ambito medico e sanitario.

 Il dettagliato report dell’IMS Institute for Healthcare Informatics, “Engaging patients through social media: is healthcare ready for empowered and digitally demanding patients?” analizza nel dettaglio lo scenario attuale e il futuro in riferimento ai principali social misurando l'impegno delle aziende attraverso uno specifico indice chiamato IMS Health Social Media Engagement Index, che rileva l’impatto di questi strumenti di comunicazione nell’uso dei medicinali, incluso il ruolo che le aziende hanno nell’acquisire queste piattaforme mediatiche come parte del loro business (clicca qui per scaricare il rapporto completo). L'indice è anche in grado di rilevare l'apprezzamento dell'utenza in base alle condivisioni e ai “like” fatti registrare. Ma qual è l'uso che ne fanno le industrie farmaceutiche? “I pazienti e i medici si rivolgono ai social media come un ‘forum’ essenziale per ottenere e condividere informazioni relative alla loro salute”, spiega Murray Aitken, Direttore Esecutivo dell’IMS Institute for Healthcare Informatics. “Questa tendenza da sola aumenta la necessità di contenuti pertinenti e accurati, cui il paziente possa avere accesso e che possano essere utilizzati durante il suo percorso. Occorre che gli operatori sanitari, le autorità di regolamentazione e tutti i produttori farmaceutici superino le loro reticenze e riconoscere il ruolo fondamentale che essi possono e dovrebbero giocare in qualità di partecipanti al dibattito sanitario”.  Dal report dell'Ims è emerso, inoltre, che quasi la metà (23 su 50) dei maggiori produttori farmaceutici presi in considerazione presentano un certo livello di impegno collegato all’uso dei social. La prima in assoluto è la Johnson & Johnson, con un totale di oltre 70 punti (nell'indice in media quasi 590 'likes' per ciascun post). Nella classifica delle prime 10 industrie più ‘quotate’ rispetto a questo indice, i punteggi vanno da 25 a nove. Anche le agenzie regolatorie utilizzano in maniera crescente il canale dei social media per raggiungere una più vasta audience in ambito sanitario. La Food & Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti, che è molto presente su Facebook, si  posiziona in alto nella classifica che misura il coinvolgimento sui social media e ha un punteggio dell’indice IMS più elevato rispetto a qualsiasi altra azienda farmaceutica. Rispetto alla presenza su Twitter, poi, l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) è seconda solo alla FDA, con uno dei punteggi dell’indice più alti. Wikipedia ha un ruolo importante sia per il paziente che per il professionista del settore: le ‘top 100’ pagine inglesi sulla sanità sono state visitate, in media, 1,9 milioni di volte nello scorso anno. In un’analisi dei 50 principali articoli relativi a malattie specifiche, inoltre, l’IMS Institute ha rilevato una forte correlazione tra le visite alle pagine web e l’uso del farmaco, con raccolta di informazioni online durante il percorso del paziente. Il contenuto web su Wikipedia relativo ad argomenti sanitari è in costante modificazione ed è spesso supervisionato da gruppi ufficiali e spontanei. Almeno la metà di questi cambiamenti online sono collegati a informazioni specifiche dei pazienti. 

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Fonte: ims intitute

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