Scaccabarozzi, contro le carenze meglio il dual price

Redazione DottNet | 27/01/2014 16:05

La prima a proporlo era stata Federfarma, nell’estate scorsa. Ora anche Farmindustria dà luce verde: contro il fenomeno delle carenze, il dual price potrebbe essere la soluzione più efficace. E dal presidente dell’associazione produttori, Massimo Scaccabarozzi, non arriva solo la disponibilità a discuterne fin da subito, con filiera e Aifa. C’è già anche un’idea pronta a diventare proposta, che invita a prendere il modello spagnolo di doppio prezzo e adattarlo alla realtà italiana.


Presidente, nei giorni scorsi ha risposto ai giornalisti che le chiedevano del problema carenze dicendo che il dual price avrebbe potuto risolvere il problema…
Noi sosteniamo da sempre che i farmaci dovrebbero avere lo stesso prezzo in tutta Europa. Questo però non è stato finora possibile, perché ci sono paesi che si trovano in condizioni economiche difficili e le industrie del farmaco non possono non tenerne conto quando contrattano i prezzi. Poi però vanno messi in campo strumenti che evitino le esportazioni dai paesi dove i medicinali costano meno, perché altrimenti si corre il rischio di lasciare i cittadini senza farmaci.

Ed ecco dunque l’apertura sul doppio prezzo…
E’ una soluzione sulla quale siamo disposti a discutere. In Spagna il modello è già funzionante e potrebbe essere importato: c’è un prezzo di mercato, che è quello al quale il farmaco viene venduto ai cittadini ed esportato, e c’è un prezzo scontato, quello al quale viene venduto al servizio sanitario. Adattarlo alla realtà italiana sarebbe facilissimo perché da noi c’è il pay-back: i prodotti verrebbero venduti a un solo prezzo e poi con il pay-back l’industria restituirebbe al Ssn lo sconto pattuito.

Più che alla Spagna, così ci avvicineremmo alla Germania, dove l’industria fissa liberamente il prezzo di vendita dei propri farmaci e poi tratta con le casse mutua lo sconto da applicare sui riborsati…
Esatto. E’ un sistema, tra l’altro, che non dovrebbe incontrare resistenze da parte dell’Unione europea, perché il dual price si applica al mercato interno e a quello estero, quindi senza discriminare il parallel trade.

Torniamo alle carenze: una parte dei distributori ha detto che all’origine del fenomeno non c’è solo il parallel trade ma anche i contingentamenti dell’industria…
Per cominciare precisiamo: l’esposizione mediatica di questi giorni ha fatto credere che il problema avesse dimensioni nazionali, invece le irreperibilità scattano a macchia di leopardo. Noi dalle carenze non guadagniamo e non contingentiamo, perché non c’è bisogno: la produzione è decisa sulla base di forecast che tengono conto dei consumi del paese e anche del parallel trade. Se queste stime fossero sbagliate, le carenze avrebbero dimensione nazionale, ma così non è. Sono soltanto locali perché chi un giorno ordinava cento oggi improvvisamente ordina diecimila.

Secondo alcuni studi, però, il fenomeno carenze è anche alimentato dalla globalizzazione delle produzioni industriali: gli impianti sono spostati sempre più spesso in paesi emergenti, le linee logistiche si allungano e perdono in flessibilità, non si riesce a stare dietro alle fluttuazioni della domanda…
Non è difficile confutare questa tesi, basta guardare in casa nostra: in Italia si contano 176 impianti per la produzione di farmaci, siamo il secondo paese al mondo per produttività ed esportiamo il 70% dei medicinali che fabbrichiamo. Dov’è la globalizzazione?

Fonte: federfarma, filodiretto

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