Legge 40, ancora dubbi di costituzionalità

Redazione DottNet | 27/01/2014 20:51

fecondazione ginecologia legge-40 sanità-pubblica

Nuovo dubbio di costituzionalità sulla legge 40. Torna, infatti, davanti alla Consulta la normativa sulla procreazione medicalmente assistita dopo che il tribunale di Roma ha sollevato la questione di costituzionalità sul divieto per le coppie fertili di accedere alla procreazione assistita e alla diagnosi preimpianto, anche se portatrici di malattie trasmissibili geneticamente.

E' la prima volta che questa specifica questione arriva alla Consulta. In passato se ne era occupata invece la Corte europea di Strasburgo che nel 2012 aveva condannato l'Italia per violazione di due norme della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. Alla prima sezione civile del tribunale di Roma, che ha sollevato la questione, si è rivolta una donna, portatrice sana di distrofia muscolare Becker e il marito, che si erano visti negare dal Centro per la tutela della Salute della donna e del bambino "Sant'Anna" sia l'accesso alla procreazione assistita, sia la diagnosi preimpianto, sulla base del presupposto che il divieto non è stato cancellato dalla legge. Chiare le motivazioni del tribunale di Roma: il diritto della coppia a "avere un figlio sano" e il diritto di autodeterminazione nelle scelte procreative sono "inviolabili" e "costituzionalmente tutelati", si legge in uno dei passaggi dell'ordinanza con la quale la prima sezione civile ha sollevato la questione di costituzionalità. Proprio l'accesso per le coppie fertili alla procreazione assistita e alla diagnosi preimpianto è ''l'ultimo divieto, che arriva ora all'esame della Consulta, ancora contenuto nella legge 40'', spiega Filomena Gallo, legale, insieme ad Angelo Calandrini, della coppia che ha promosso il ricorso. All'indomani della decisione della Consulta, ''se favorevole - rileva Gallo, segretario dell'Associazione Coscioni - la legge 40 sarà stata definitivamente cancellata''. Ora, commenta, ''confidiamo nei giudici della Corte, visto che il Parlamento è incapace di legiferare nel rispetto dei diritti di tutti i cittadini''. Quanto ai tempi, ''speriamo che i termini tecnici ci facciano rientrare nell'udienza dell'8 aprile''. In passato, ricorda Gallo, ''avevamo avuto già due decisioni sul divieto all'accesso alle tecniche di fecondazione assistita per le coppie fertili: quella del tribunale di Salerno e quella della Corte Europea dei diritti dell'uomo''. Dunque, questa decisione del Tribunale di Roma, chiarisce, ''non solo va a confermare le summenzionate decisioni evidenziando anche il contrasto della legge 40 con la Carta Costituzionale'' ma, ''se l'8 aprile la Consulta dovrà pronunciarsi sui dubbi di legittimità costituzionale sul divieto di eterologa e sul divieto delle donazioni degli embrioni alla ricerca, ora dovrà calendarizzare anche una udienza per questo ulteriore dubbio di legittimità costituzionale che, rispetto alle decisioni del tribunale di Salerno e della Cedu, avrebbe portata generale, ovvero estendibile a tutte le coppie''. Con questa decisione, conclude Gallo, ''è come chiudere un cerchio: l'intera legge 40 è costituzionalmente dubbia; proprio il prossimo 19 febbraio la legge 40 compirà 10 anni e in questi anni ha visto per ben 28 volte l'intervento dei tribunali''

In 10 anni la legge 40 che regola la procreazione medicalmente assistita in Italia ha già visto per 28 volte l'intervento dei tribunali (con 19 'bocciature') e la 'riscrittura' di alcune sue parti con sentenza della Corte Costituzionale, unico organo, spiega l'avvocato Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, "che può cancellare i divieti modificando leggi in vigore". Sono tre i 'pilastri' della legge sulla fecondazione in vitro già 'abbattuti' dai giudici: il divieto di produzione di più di tre embrioni, l'obbligo di impianto contemporaneo di tutti gli embrioni prodotti, su cui è intervenuta appunto la Consulta nel 2009, e il divieto di diagnosi preimpianto (ma per le coppie infertili, quelle che hanno accesso alla Pma, con intervento del Tar del Lazio sulle linee guida). Delle prescrizioni della legge 40 tuttora in vigore, il divieto di fecondazione eterologa (cioè di utilizzo di gameti, maschili o femminili che non appartengano alla coppia che accede alla Pma) e di donazione degli embrioni che non vengono impiantati alla ricerca scientifica saranno al vaglio della Consulta il prossimo 8 aprile. Sull'accesso per le coppie fertili portatrici di malattie geneticamente trasmissibili, oggetto dell'ordinanza del Tribunale di Roma, gli avvocati che si stanno occupando dei ricorsi stanno valutando la possibilità di chiedere alla Corte di esaminare l'ordinanza sempre l'8 aprile, riunendo i tre procedimenti. Su questo divieto in passato già ci sono stati l'intervento del Tribunale di Salerno (nel 2010) e della Corte europea di Strasburgo che nel 2012 aveva condannato l'Italia per violazione di due norme della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. Ecco la fotografia attuale della legge 40 (secondo una elaborazione dell'Associazione Coscioni):

DIVIETO DI PRODUZIONE DI PIU' DI TRE EMBRIONI: rimosso con sentenza della Corte Costituzionale 151/2009.

- OBBLIGO DI CONTEMPORANEO IMPIANTO DI TUTTI GLI EMBRIONI PRODOTTI: rimosso con sentenza della Corte Costituzionale 151/2009.

- DIVIETO DI DIAGNOSI PREIMPIANTO: rimosso con sentenza del Tar del Lazio del 2008 che ha annullato per "eccesso di potere" le Linee Guida per il divieto di indagini cliniche sull'embrione

- DIVIETO DI ACCESSO ALLE COPPIE FERTILI MA PORTATRICI DI PATOLOGIE GENETICHE: è oggetto della questione di costituzionalità sollevata dal Tribunale di Roma e in attesa di udienza davanti alla Corte Costituzionale

- DIVIETO DI ETEROLOGA: in attesa di udienza in Corte Costituzionale il prossimo 8 aprile

- DIVIETO DI UTILIZZO DEGLI EMBRIONI PER LA RICERCA SCIENTIFICA: in attesa di udienza in Corte Costituzionale il prossimo 8 aprile

- DIVIETO DI ACCESSO ALLA FECONDAZIONE ASSISTITA PER SINGLE E COPPIE DELLO STESSO SESSO: in vigore. In Italia manca però, come spiega Gallo, una legislazione di riferimento.

Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione

Clicca qui per iscriverti al Gruppo

Fonte: ansa