Cosmesi, crescono le vendite in farmacia

Redazione DottNet | 29/01/2014 14:46

farmacia cosmesi

Il mercato della cosmesi tira e fa registrare incoraggianti segni positivi con il canale della farmacia in crescita esponenziale. Il segno più raggiungerà il 4,1% dal 2008 al 2017 con in prima fila i prodotti per la cura della pelle con un 23%, quindi i prodotti per i capelli (15%) e igiene personale (12%). Al momento i canali di vendita privilegiati sono la grande distribuzione (Iper + Super) con il 34%, seguito dal 23% è dei negozi specializzati, e, come detto, la farmacia, che con il 14% si presenta come un canale in forte espansione. Per quanto riguarda le aree in testa c'è l'Europa con il 36%, seguita da Asia/Pacifico (32%) e America (30%); mentre Africa e Medio Oriente pesano per il 3%.

 

 

Il punto sulla cosmesi, in Italia e nel mondo, è stato fatto nei giorni scorsi a Milano, in occasione della terza edizioni del convegno “Beautylux - Bella in farmacia 2014” organizzato da Paola Gallas Networking nell’ambito del ciclo di convegni Farmacia Evoluzione. In Italia, secondo Gian Andrea Positano, responsabile del Centro Studi Cosmetica Italia. Per Positano cresce l’export nel comparto cosmetico: “Il rapporto export/produzione che è pari al 34% e ha consentito di sostenere i volumi. Il fatturato cosmetico globale, per il 2013, mostra un trend positivo per effetto delle esportazioni (+12%), mentre il mercato interno è in calo (-1,3%)”. Il calo dei consumi è marcato nei canali professionali: acconciatori, estetiste e profumerie; positivo invece l’andamento delle erboristerie, della vendita diretta e dei terzisti. La farmacia mostra sostanziale stabilità, nell’ultimo periodo, ma lo storico dei consumi evidenzia come, dal 2008 a oggi, il canale abbia guadagnato quote a discapito soprattutto del canale profumeria “che - secondo Positano - soffre una crisi di identità e la mancanza di capacità di cogliere le nuove esigenze di shopper experience del consumatore”. La gdo resta comunque il canale più importante, e secondo i dati preconsuntivi relativi al 2013 concentra oltre 40% dei consumi; mentre la farmacia raggiunge il 18,4%, l’erboristeria il 4,3% e la profumeria il 22,2%. L’intervento di Positano si è concluso con la presentazione di alcune ricerche svolte dal Centro Studi sul consumatore in Farmacia: a emergere la fiducia del cliente nel farmacista per quanto riguarda l’acquisto di prodotti dermocosmetici e il valore attribuito al consiglio professionale. “In conclusione – ha chiuso Positano - appare necessario considerare una duplice esigenza:  mantenere l’attuale presidio di prestigio e - al contempo - monitorare la crescente sovrapposizione con il canale erboristeria che, oltre a condividere i main features della qualità, naturalità ed expertise, è ad oggi, insieme alla farmacia, fra i canali che hanno meglio saputo intercettare la maggior consapevolezza degli individui in fatto di cura di sé”. Al convegno si è parlato anche dei risultati che stanno emergendo da un’indagine – tutt’ora in corso – che Retail Salute sta svolgendo proprio sul tema “Dermocosmesi in farmacia: lo scenario competitivo e l’approccio dei farmacisti attraverso un’indagine sul campo”. “In particolare - ha spiegato Paola Gallas, direttore del centro studi Retail Salute - ci stiamo occupando di identificazione dello scenario competitivo, analisi del posizionamento e delle leve competitive dei diversi canali, analisi del panorama esistene in farmacia, individuazione di elementi distintivi per la specializzazione, case study di strategie aziendali e farmacie alto vendenti”. Secondo l’esperta la dermocosmesi costituisce uno dei comparti più interessanti dell’area commerciale della farmacia e offre diversi vantaggi: incrementa la pedonabilità, offre trend migliori rispetto alla maggior parte delle altre categorie, dà alla farmacia un’immagine legata al benessere, offre al consumatore un’esperienza d’acquisto piacevole e ha buone marginalità. “Per contro - prosegue Paola Gallas - non costituisce più una leva di specializzazione perché le farmacie tendono ad avere, in ambito dermocosmetico, un’offerta indifferenziata. Specializzarsi in dermocosmesi significa allontanarsi dalle logiche degli scaffali indifferenziati, degli assortimenti con soli brand leader e dei tagli prezzo incondizionati, per rivolgersi invece ad altre leve come giornate con beauty consultant, prodotti a marchio proprio della farmacia, brand in esclusiva e ricerca di aree di specializzazione”.

 

 

Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione

 

Fonte: paola gallas, qs