Carenze ospedaliere non denunciate: primario condannato

Ginecologia | LattoGlobina Voice | 31/01/2014 10:09

Trattasi della richiesta risarcitoria nei confronti di un primario ginecologo ospedaliero ritenuto responsabile per i danni neurologici irreversibili da ipossia cerebrale sofferti da due gemelli nati prematuri.

In primo e secondo grado la domanda veniva accolta, rilevando, in particolare, un difetto di informazione alla gestante della carenza, presso il presidio ospedaliero, di attrezzature idonee a far fronte a parti prematuri (l’ospedale era privo del reparto di neonatologia, ed in quanto tale inidoneo all’assistenza dei due gemelli nati prematuramente), nonché una negligenza nel non disporre, nonostante la piena prevedibilità delle gravi difficoltà (a seguito di inequivocabile sintomo di avvicinamento del parto in gestante alla 28a settimana) e dell’impossibilità di erogare le cure necessarie, tempestivamente il trasferimento ad altra struttura ospedaliera più adeguatamente attrezzata.

Il medico proponeva ricorso per cassazione deducendo che la capacità di autonoma respirazione alla nascita dei due gemelli portava ad escludere il nesso causale tra il suo comportamento e l’evento dannoso e che, comunque, egli aveva informato la gestante dell’assenza di un reparto di neonatologia.

La Sentenza (Cass., Sez. III, n. 25907 del 19 novembre 2013)

L’impianto motivazionale principale della gravata sentenza si riferisce al complessivo intervallo di tempo dal parto fino all’arrivo ad un più attrezzato ospedale e, comunque, ad una responsabilità consistente nell’omissione della cautela del trasferimento nell’intervallo tra la rottura delle membrane ed il parto, nonostante la mancanza di adeguata attrezzatura presso l’ospedale ed i rischi notoriamente insiti in un parto gemellare prematuro: in tal modo, il fatto della capacità di autonoma respirazione alla nascita dei due gemelli non è, di per sé, decisivo.

Nella sentenza si fa, peraltro, riferimento alla incompletezza dell’informazione sull’idoneità delle strutture dell’ospedale, laddove il convenuto ha provato la sola ed insufficiente circostanza dell’informazione dell’inesistenza di un reparto di pediatria neonatale, ma non anche sui rischi e le conseguenze di tale situazione.

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