Oltre 50 mesi per l'immissione di un farmaco nel prontuario

Farmaci | Redazione DottNet | 31/01/2014 12:49

Ritardi di oltre 50 mesi vengono registrati prima di inserire un medicinale, già approvato dall'Agenzia del farmaco(Aifa), nei prontuari farmaceutici regionali e questo fa sì che molti salvavita oncologici non siano un diritto garantito a tutti i pazienti che lo necessitano. Per questo, l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), Società di Ematologia (Sie) e la Federazione delle Associazioni di volontariato in oncologia (Favo) chiedono, da tempo, di abolire i prontuari locali per garantire un trattamento uguale a pazienti di diversi Regioni.

 Ma dirlo è anche il direttore dell'Aifa Luca Pani che, nel corso del convegno "Farmaco e sostenibilità del paziente oncologico" che si è svolto presso la Camera dei deputati, ha auspicato l'abolizione del terzo livello di controllo per l'immissione dei farmaci in commercio, dopo quello europeo e quello nazionale. Un'ipotesi che vede concordi anche i politici intervenuti all'incontro. "I prontuari farmaceutici sono una strozzatura inutile, un ingorgo burocratico che fa sì che un farmaco oncologico sia disponibile in Lombardia ma non in Campania", dichiara  il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Pier Paolo Vargiu, sottolineando che il problema è "di natura economica", perché "molte Regioni non hanno i soldi per poter garantire ai pazienti cure nuove e costose". Garantire a tutti i pazienti salvavita è "compito del Governo", secondo, il presidente della Commissione Sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi, che auspica di "inserire, appena possibile, una norma per snellire il processo di autorizzazione dei farmaci e abbreviare i tempi di commercializzazione", intervenendo in particolare "nel rapporto Aifa e Regioni".

I dati sulle cure

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Fonte: aifa

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