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Oncologi preoccupati per i tagli alla sanità

Oncologia

 Ma non sono solo i tagli a preoccupare gli specialisti: altra questione 'calda' sul banco è quella dei farmaci biosimilari, "prodotti simili ma non uguali ai più complessi farmaci di origine biotech" per curare i tumori, e spesso molto meno costosi. Usarli permetterebbe di alleggerire il 'peso' sulle casse della sanità, ma più di un esperto è convinto che "sarebbe utile trovare margini di risparmio in altre voci di spesa". Sebbene il 98% degli oncologi utilizzi i farmaci biotech, e l'88% sia convinto che la decisione di sostituire le terapie con i biosimilari "debba essere di esclusiva competenza dell' oncologo", per sette specialisti su dieci "estendere l'uso del biosimilare per indicazioni diverse da quelle contenute nel dossier registrativo potrebbe essere inadeguata, e ogni nuova indicazione terapeutica dovrebbe essere sottoposta a iter registrativo specifico". In parole povere, gli oncologi vogliono usare la massima cautela, e chiedono per ogni nuovo biosimilare "approfondimenti sull'efficacia e sicurezza per i pazienti". "Il 76% dei clinici - commenta Stefano Cascinu, presidente Aiom - ritiene che l'istituzione di un budget nazionale per l'oncologia possa favorire la programmazione sanitaria", al di là della scelta sull'impiego dei meno costosi biosimilari. "Devono essere colte le opportunità per risparmiare risorse, pur considerando che nel 2013 sono state registrate in Italia 366mila nuove diagnosi di cancro e circa 173mila decessi". 

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Fonte: aiom

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