Isernia, condannata ginecologa per mancata diagnosi di malformazione

Ginecologia | LattoGlobina Voice | 04/02/2014 11:13

L'Asrem di Isernia e una ginecologa dell'ospedale ''Veneziale'' sono stati condannati dal giudice monocratico del Tribunale di Isernia, Alfonso Piccialli, a risarcire, con più di un milione di euro, i danni arrecati ad una coppia, per aver provocato la nascita di una bambina affetta da una gravissima malformazione agli arti superiori. I fatti risalgono al 2005-2006.

Tale malformazione non era stata mai diagnosticata dagli esami ecografici a cui la madre si era sottoposta durante la gravidanza, nella struttura ospedaliera. Infatti, la donna si recava in ospedale per effettuare, sotto la guida della ginecologa scelta, tutti gli esami necessari, ma ha scoperto della grave malformazione della bambina solo in seguito al parto, avvenuto nel mese di gennaio dell’anno 2006: la bambina era nata priva degli arti superiori. Durante la sentenza, il giudice Piccialli ha sottolineato come ai genitori sia stato negato l'esercizio del diritto all'interruzione volontaria della gravidanza. L'Asrem, all'epoca dei fatti ex Als 2 Pentria, e la ginecologa dovranno inoltre provvedere al pagamento annuale di 4 mila euro per le cure mediche della bambina, che oggi ha sei anni, e a risarcire i genitori delle spese mediche già sostenute pari a circa 52.000 euro.

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