Osmed, aumenta il consumo di farmaci. Boom di antibiotici

Farmaci | Redazione DottNet | 06/02/2014 17:30

Gli italiani sono sempre più 'appassionati' di farmaci, con il consumo che continua a crescere ed è arrivato nei primi nove mesi del 2013 a ben 23 confezioni a testa.

 Lo certifica il rapporto Osmed, presentato ieri a Roma, che registra anche un boom nel consumo di antibiotici a dispetto delle campagne per il corretto utilizzo. Secondo i dati riportati nel periodo considerato gli italiani hanno acquistato un totale di 1.398 milioni di confezioni di medicinali, per una media di circa 23 confezioni a testa, con una crescita pari al +2,0% rispetto ai primi nove mesi dell'anno precedente. A livello di consumi in regime di assistenza convenzionata, nello stesso periodo temporale sono state prescritte 1.002,4 dosi giornaliere con un aumento dell'1,8% rispetto all'anno precedente. Ancora di più sale il consumo di antibiotici, di cui sono state consumate 22,3 dosi giornaliere ogni mille abitanti con un aumento del 5,4% trainato dalle regioni del Sud. "Gli italiani - commenta il direttore generale dell'Aifa Luca Pani - si sono confermati grandi utilizzatori di farmaci per l'apparato cardiovascolare, che restano in testa alla graduatoria di consumo e spesa. I farmaci per l'apparato gastrointestinale e metabolismo sono i secondi nella classifica dei più utilizzati. Gli italiani fanno inoltre largo uso di antidepressivi che sono risultati la categoria del Sistema Nervoso Centrale maggiormente prescritta tra i farmaci distribuiti dalle farmacie pubbliche e private''.

Nonostante un aumento dei consumi, nei primi nove mesi del 2013 – si legge nel rapporto Osmed - la spesa farmaceutica a carico del Servizio Sanitario Nazionale è scesa del 4%, mentre quella sostenuta dai cittadini è in aumento più o meno della stessa percentuale. ''Dal punto di vista della spesa - spiega ancora Luca Pani - si riduce del -3,9% la spesa territoriale a carico del Servizio Sanitario Nazionale, pari a 8,8 miliardi di euro, mentre aumenta rispetto al 2012 (+11,2%) l'acquisto privato da parte dei cittadini dei medicinali di fascia A, rimborsabili dal SSN. Si riduce, invece, dell'1,6% l'acquisto di medicinali di fascia C a carico del cittadino''. Secondo il rapporto la spesa farmaceutica nazionale totale, comprensiva dei medicinali distribuiti attraverso le farmacie pubbliche e private e di quelli acquistati e dispensati dalle strutture sanitarie pubbliche, è stata pari, a 19,5 miliardi di euro, il 74,7% dei quali rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale. La causa principale della riduzione della spesa pubblica è stata la diminuzione dei prezzi (-4,7%), mentre si è assistito ad un lieve spostamento della prescrizione verso categorie più costose (+0,2%) e ad un aumento nei consumi (+1,9% in termini di dosi giornaliere). La spesa privata, comprendente tutte le voci sostenute dal cittadino, è stata pari a poco più di sei miliardi di euro di euro ed cresciuta del +3,9% rispetto ai primi nove mesi del 2012. 

Troppa vitamina D: Una delle ultime 'leggende metropolitane' sulle diete, secondo cui sarebbe possibile dimagrire con la vitamina D, sembra prendere piede in Italia, con un aumento vertiginoso delle prescrizioni. La 'strana coincidenza' è emersa durante la presentazione del rapporto Osmed dell'Aifa per i primi 9 mesi del 2013 oggi a Roma. ''Abbiamo notato un consumo di vitamina D in crescita a due cifre negli ultimi anni - ha sottolineato Luca Pani, Direttore Generale dell'Aifa - soprattutto in regioni del Sud, dove c'è un'alta esposizione al sole, che quindi non renderebbe necessari supplementi. Quello che è emerso è che si sta propagandando l'uso della vitamina D per dimagrire, una cosa che non ha nessuna base scientifica. Oltretutto la crescita è delle forme orali, che non vengono assorbite dall'organismo''. Secondo il rapporto solo nel periodo considerato l'aumento è stato del 17,6% nelle prescrizioni e superiore al 30% nella spesa rispetto allo stesso arco di tempo del 2012. Non sono aumentate di pari passo le prescrizioni di calcio o dei farmaci che vedono insieme questo elemento e la vitamina, segno che il boom non è legato alla terapia dell'osteoporosi. Un caso analogo riguarda il testosterone, che anche in questo caso sta vedendo negli ultimi anni una crescita a due cifre delle prescrizioni, pari all'11,7% solo in questa edizione, oltre a un mercato clandestino sempre più fiorenti come testimoniato dai numerosi sequestri dei carabinieri dei Nas. ''E' una moda iniziata nelle palestre, e che si sta diffondendo anche fuori - ha spiegato Pani - ci sono molti uomini di mezza età che sono convinti che il testosterone aumenti la virilità, e se lo fanno prescrivere ogni sei mesi quando al massimo basterebbe una sola somministrazione''.

Nell’ambito dell’assistenza farmaceutica convenzionata, l’utilizzazione di medicinali si concentra su un numero limitato di principi attivi; infatti, le prime 30 sostanze rappresentano il 40% della spesa farmaceutica lorda. La categoria terapeutica dei farmaci dell’apparato cardiovascolare rappresenta la prima sia in termini di spesa (45,7 euro pro capite), sia in termini di dosi medie prescritte (469,4 dosi ogni 1000 abitanti al giorno, di seguito DDD/1000 ab die); seguita dalla categoria dei farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo, con una spesa pro capite di 24,4 euro e 151,6 DDD/1000 ab die.
Nell’ambito dell’assistenza farmaceutica erogata dalle strutture sanitarie pubbliche, la categoria terapeutica dei farmaci antineoplastici e immunomodulatori rappresenta la prima a maggiore incidenza in termini di spesa con 41,4 euro pro capite e la sesta in termini di dosi medie prescritte (8,8 DDD/1000 ab die); seguita da farmaci antimicrobici per uso sistemico, con una spesa pro capite di 19,0 euro e la settima in termini di dosi medie prescritte (5,9 DDD/1000 ab die).

Generici: Rappresentano oramai il 46% della spesa farmaceutica convenzionata, in crescita rispetto al 2012 del +4,9%, e il 65,0% delle DDD totali, in crescita rispetto al 2012 del +7,7%. La percentuale di spesa per i farmaci equivalenti (farmaci a base di principi attivi con brevetto scaduto, ad esclusione di quelli che hanno goduto di una copertura brevettuale) è stata pari al 29,2% del totale dei farmaci a brevetto scaduto. Complessivamente, i primi venti principi attivi a brevetto scaduto rappresentano circa il 50% delle DDD; il lansoprazolo continua ad essere il principio attivo a brevetto scaduto a maggior spesa, seguito dal pantoprazolo, rispettivamente con una spesa di 196,8 e 195,2 milioni di euro.

Distribuzione diretta: Nei primi mesi del 2013 la spesa per i farmaci erogati attraverso la distribuzione diretta e per conto è stata pari a 3,5 miliardi di euro, a sua volta composta per 2,8 miliardi di euro dalla spesa diretta in senso stretto (per ogni classe di rimborsabilità) e per 703 milioni di euro dai medicinali erogati in distribuzione per conto. La spesa è costituita per il 57,6% dai farmaci di classe A, per il 41,3% dai farmaci di classe H e dal rimanente 1,1% dai farmaci di classe C. Tra i primi trenta principi attivi erogati in distribuzione diretta a maggior spesa si confermano il fattore VII ricombinante (161,5 milioni di euro), l’etanercept (145,2 milioni di euro) e l’adalimumab (142,2 milioni di euro).

Il rapporto Osmed integrale

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Fonte: aifa

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