Contraccettivi orali, terapia ormonale sostitutiva in postmenopausa e rischio di stroke

Ginecologia | Redazione DottNet | 20/11/2008 14:35

Estrogeni e progesterone influenzano funzione endoteliale, fattori di coagulazione, funzione piastrinica, livelli lipidici e infiammazione ed hanno effetti protettivi in modelli animali da laboratorio. I contraccettivi orali che contengono estrogeni a bassa dose aumentano il rischio di stroke ischemico, ma il rischio assoluto è basso. Ulteriori fattori che aumentano il rischio di stroke in coloro che usano contraccettivi orali sono fumo, ipertensione, diabete, iperlipidemia, emicrania con aura e trombofilia.

I contraccettivi a base di solo progestinico non aumentano il rischio di stroke e sono preferibili in donne con malattie cerebrovascolari o altri fattori di rischio. La terapia ormonale sostitutiva (HRT) con solo estrogeno o con estrogeno in combinazione con progesterone aumenta il rischio di stroke ischemico del 40%, non ha alcun effetto sullo stroke emorragico. Il rischio di stroke aumenta con l’aumento della dose di estrogeno. Il tempo che intercorre tra l’insorgenza di menopausa e l’inizio di HRT non influenza il rischio di stroke ischemico. La sola indicazione per HRT è il trattamento di sintomi vasomotori; se necessario, a tal scopo dovrebbe comunque essere utilizzata la più bassa dose di estrogeno e per il minor tempo possibile.
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