Farmacie, le cifre della crisi

Farmacia | Redazione DottNet | 10/02/2014 19:27

Uno studio di Federfarma Genova ha chiarito ogni dubbio. La crisi sta colpendo anche ils ettore delle farmacie e il servizio Farmacia Si Cura, il programma di tutoraggio per farmacie in difficoltà che Credifarma si appresta a lanciare in partnership con Promofarma, Farmafidi e le aziende della distribuzione, giunge a proposito.

L’indagine ha preso in considerazione i bilanci 2011 e 2012 di 80 farmacie genovesi che hanno aderito volontariamente alla ricerca: i dati, resi anonimi, sono stati passati al setaccio da una squadra di commercialisti per essere poi riassunti in grafici e tabelle. Gli indici “macro” fanno effetto: in un solo anno, i ricavi Asl sono scesi mediamente del 6%, in media circa 80mila euro a farmacia. Non arrivano dati migliori dall’analisi delle capitalizzazione: il 44% del campione manca del tutto di solidità patrimoniale e un altro 25% ne ha in misura insufficiente.
La tentazione sarebbe quella di incolpare di tutti i mali l’erosione dei fatturati Ssn per diretta, genericazioni e sconti vari – che pure ci sono e fanno male – ma a grattare i dati emergono anche altre verità: per esempio, è vero che i ricavi scendono in media del 6% tra il 2011 e il 2012, ma nel campione ci sono farmacie che sul periodo mettono a segno un +8,18% e altre invece che fanno registrare un -15,62%. E stiamo parlando di presidi che operano nella stessa città, quindi con la stessa Asl e le stesse condizioni per diretta, dpc e integrativa. Com’è possibile? Una risposta arriva dall’analisi dell’incidenza di costi di gestione e oneri figurativi per il 2012: in media, rappresentano il 24% circa dei ricavi, ma ci sono farmacie in cui arrivano quasi al 38% e altre in cui non superano il 12,6%.
Anche dall’analisi della capitalizzazione per cluster arrivano indicazioni interessanti: le piccole e medie farmacie (sotto i 750mila euro di fatturato e tra i 60 e 80 mq di superficie) mostrano rischi di insolvenza inferiori alla media (rispettivamente il 29 e il 39%), da cui il sospetto che più è grande la farmacia e maggiori sono le difficoltà del farmacista a “reggere” il timone. «Questi numeri parlano chiaro» commenta Giuseppe Castello, presidente di Federfarma Genova «la vera differenza la fa la capacità gestionale del titolare. Noi lo diciamo da tempo: un tempo il titolare si poteva permettere una conduzione “distratta” della propria impresa, oggi non si può più sbagliare. E’ per questo che con la nostra Scuola ci stiamo impegnando a fondo sul fronte della formazione gestionale del farmacista ed è per ciò che abbiamo voluto questo studio, che vorremmo replicare più avanti con un campione allargato di titolari».

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Fonte: federfarma

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