Schengen sanitaria, c'è ancora troppa burocrazia

Naprebengel Voice | 12/02/2014 12:19

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Il testo del Governo che definisce le regole della Schengen della Sanità, "aggiunge un carico di burocrazia procedurale" rispetto a quanto richiesto dalla stessa direttiva europea che si propone di attuare. Per questo, "tra le condizioni che porremo al nostro parere favorevole, ci sarà la richiesta di semplificare l'iter per ottenere l'autorizzazione preventiva dalla Asl. Altrimenti il cittadino rischierebbe di trovarsi, invece che facilitato, in maggiori difficoltà di quanto ora non accada".

E' questo il parere del relatore di maggioranza a Giovanni Monchiero (Scpl) sullo Schema di decreto legislativo per l'attuazione della direttiva europea sulle cure transfrontaliere, il cui voto in Commissione Affari Sociali della Camera, è previsto per questa settimana. Dopo quello delle Regioni e della Commissione Sanità del Senato, anche la XII di Montecitorio, dovrebbe esprimersi favorevolmente sul testo ma non senza condizioni e critiche che, in settimana, hanno animato il dibattito tra i deputati. "Intanto si parla di 'assicurati', che fa pensare che sia rivolto a coloro che sono assicurati, invece che 'assistiti', ovvero tutti i cittadini", secondo Margherita Miotto (Pd). Inoltre "tra i soggetti erogatori delle cure che verranno rimborsate, troviamo, indifferenziatamente, soggetti pubblici o privati, convenzionati oppure no". Il relatore, osserva ancora Miotto, si è impegnato a recepire; bisogna delimitare gli ambiti in cui la norma è 'cedevole', ovvero 'scavalcabile' rispetto ad eventuali atti delle Regioni: un aspetto "rischioso soprattutto se, come hanno mostrato, queste fossero tentate di allungare i tempi per dare l'autorizzazione", spiega. Annunciano voto contrario Sel e M5s. "E' gravissimo che nell'individuazione dei soggetti cui rivolgersi per le cure transfrontaliere, non si preferiscano gli erogatori di servizi sanitari pubblici e convenzionati rispetto ai privati", spiega la capogruppo di Sel in Commissione Affari Sociali Marisa Nicchi. Rischia di favorire il mercato transfrontaliero delle cure a tutto vantaggio di chi specula sulla salute dei cittadini, secondo M5s. "Sarà il più potente esperimento di deregolamentazione programmata della sanità pubblica italiana i cui mandanti sono le grandi società di assicurazione sanitarie europee, le cui lobby sono ben insediate nel Parlamento europeo", denuncia infine Massimo Baroni.

Fonte: ansa