Tar, stop agli aumenti per gli omeopatici

Farmaci | Redazione DottNet | 12/02/2014 19:48

Il Tar del Lazio ha bocciato il decreto del ministero della Salute che, nel dicembre 2012 aumentò di quasi l'800% le tariffe per la registrazione dei medicinali omeopatici. E' stato così accolto il ricorso presentato dall'associazione dei produttori Omeoimprese.

 La decisione del Tar fa riferimento al provvedimento firmato dall'allora ministro Balduzzi che innalzava da 31 euro a 23.700 la tassa che le aziende versano all'Agenzia del farmaco (Aifa) per ogni registrazione di medicinali omeopatici. Il decreto- secondo quanto riporta l'associazione dei produttori - avrebbe invece dovuto limitarsi ad applicare quanto previsto dal decreto legislativo 219 del 2006 che prescrive aumenti delle tariffe del 10%. Soddisfatti i produttori di omeopatici anche se la bocciatura rischia di complicare la trattativa per il rinnovo di circa 25 mila preparati già in commercio. Secondo il presidente dell'associazione Omeocom Marino Tomà, infatti, si tratta di "una sentenza che non risolve il problema anche perché non è escluso che l'Aifa faccia ricorso al Consiglio di Stato". "E' certamente un passo importante per l'industria omeopatica, per i pazienti e per i medici": così Fausto Panni, presidente di Omeoimprese, associazione che riunisce le imprese che producono farmaci omeopatici, commenta la notizia della bocciatura, da parte del Tar, del decreto ministeriale del 21 dicembre 2012 che imponeva aumenti di circa l'800% per la registrazione e il rinnovo, presso l'Agenzia del Farmaco Italiana, dei prodotti. "Il nostro ricorso è stato accolto - prosegue Panni - le tariffe di rinnovo e registrazione semplificata vanno aumentate solo del 10%", come prevede attualmente la legge. I problemi per il settore, però, non sono finiti, fanno notare le aziende. Resta aperta la trattativa con il ministero della Salute e l'Aifa per semplificare l'iter burocratico e per allungare i tempi previsti per la presentazione delle domande di registrazione, ora fissata al 31 dicembre 2015. A partire dal primo gennaio 2016, infatti, solo i medicinali omeopatici autorizzati, potranno continuare ad esser venduti. "Ora - commenta in merito Panni - ci aspettiamo che il Ministero della Salute, che si è impegnato anche con il Parlamento, intervenga rapidamente sui tempi di presentazione delle domande di rinnovo e sulla semplificazione della documentazione richiesta". 

Fonte: ansa

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