Lorenzin annuncia misure per la colpa medica. Scioperi in vista

Redazione DottNet | 13/02/2014 10:28

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La sanità è stretta in una morsa che si sta facendo sempre più insopportabile. Per gli ospedalieri, che si trovano a fronteggiare un mare di denunce a loro carico, per i medici di famiglia che non vedono il rinnovo dell'accordo nazionale. E ancora studenti in balia di una formazione che langue e alla fine i pazienti che soffrono per la mancanza di strutture, di posti letto.

 

 Il ministro (per quanto ancora?) Lorenzin assicura che "Stiamo predisponendo nuove misure che presenteremo entro maggio per affrontare il problema della colpa medica" fondamentali per "sconfiggere la medicina difensiva" con la speranza di tranquillizzare i ginecologi in stato di agitazione e in procinto di annunciare un nuovo sciopero. "Non è che sulla colpa medica non sia stato fatto nulla fino ad ora - aggiunge il ministro - ma ho trovato un tavolo deserto, a partire dalle assicurazioni".

Gli ortopedici: Una delegazione della Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot) ha partecipato al tavolo di lavoro sulla responsabilità professionale medica avviato presso il Ministero della Salute dal Consigliere giuridico, Adelchi D’Ippolito. Nel corso dell’incontro i chirurghi ortopedici hanno esposto la difficoltà a reperire sul mercato assicurazioni con premi contenuti anche a causa dell’anomalia legislativa dell’obbligo assicurativo non reciproco per le compagnie d’assicurazione.
 Gli ortopedici sono, infatti, una delle categorie mediche più colpite dal contenzioso medico-legale e lamentano una fuga dei giovani medici dalla specializzazione per paura di future denunce. Per questi motivi hanno chiesto che venga inserita al più presto nella legislazione italiana la definizione di atto medico, escludendo così la citazione in giudizio del medico per omicidio colposo, e una revisione delle norme sulla responsabilità professionale contenute nel decreto Balduzzi che prevedano l’obbligo di assicurazione per la struttura, un controllo puntuale del rischio clinico attraverso unità operative ad hoc e responsabilità penale solo nei casi di colpa grave.  La Siot ha invitato, inoltre, il Ministero a riprendere il percorso di riconoscimento istituzionale delle società medico scientifiche, iniziato oltre un decennio fa, al fine di individuare interlocutori certi e qualificati per le riforme in materia sanitaria. 

Come dicevamo, aumentano le denunce e le strutture sanitarie che non garantiscono l'assicurazione ai propri dipendenti. ''C'è una grande indifferenza verso i nostri problemi - afferma Paolo Scollo della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia - anche l'alto numero dei cesarei è una conseguenza della mancanza di serenità del medico, che ha paura di eventuali denunce''. Il problema è così vasto, ha spiegato il presidente del Collegio Italiano di Chirurgia Nicola Surico (nella foto), che la serrata delle sale parto potrebbe trasformarsi in uno stop a tutte le sale operatorie italiane, con la garanzia solo degli interventi d'urgenza. Attualmente in Parlamento ci sono sette disegni di legge sul tema, ma nessuno calendarizzato, mentre il Decreto del Presidente della Repubblica che secondo la legge Balduzzi doveva essere emanato entro il 30 giugno del 2013, che favoriva l'accesso all'assicurazione da parte dei medici, non è stato emanato.

Medicina difensiva:  ''Già la medicina difensiva, con procedure ed esami che si potrebbero evitare, comporta un aumento dei costi inutili che si aggirano intorno ai 13-15 miliardi - ha spiegato Surico - a questo si è aggiunto un sempre più frequente ricorso alla medicina astensiva, con il medico che si rifiuta di eseguire operazioni giudicate troppo rischiose. Siamo pronti con gli anestesisti ad una serrata delle sale operatorie di almeno un giorno, in cui garantiremo solo le procedure urgenti''. Ogni anno i medici subiscono circa 13mila richieste di risarcimento su circa un miliardo di procedure effettuate. L'Italia, hanno fatto notare gli esperti durante la conferenza stampa, è l'unico paese occidentale in cui i medici sono soggetti a processo penale, ma il 98,5% di questi procedimenti i finisce con l'assoluzione o l'archiviazione. Per rispondere a campagne su stampa e tv nazionali sempre più aggressive che quasi incitano a denunciare presunti errori, il Collegio Italiano Chirurghi corre ai ripari con un video che presenta il 'lato buono' della sanità. Il filmato, per ora su YouTube ma che potrebbe essere diffuso anche in una serie di passaggi televisivi, è stato presentato durante la conferenza stampa di ostetriche e ginecologi sull'ipotesi di uno sciopero della categoria. Nel video si vedono medici e chirurghi in azione, mentre sullo schermo scorrono frasi che spiegano come spesso ci sia pochissimo tempo per le decisioni da prendere in sala operatoria e come il medico agisca per il bene del paziente. ''Vogliamo solo operare in serenità - spiega Nicola Surico, presidente del Collegio - invece ormai ci sono chirurghi che entrano in sala operatoria con il panico di poter essere denunciati. Il 10% dei chirurghi nel corso della carriera va incontro a un contenzioso legale, ma nel 98,5% dei casi questo si conclude con l'archiviazione o l'assoluzione''

Lo spot dei chirurghi e ginecologi

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Fonte: ansa, interna