Medicina convenzionata, via all'atto d'indirizzo. Fimmg: troppo tardi

Medicina Generale | Redazione DottNet | 14/02/2014 09:42

Il Comitato di Settore Regioni-Sanità ha definito l'Atto di indirizzo per la medicina convenzionata. "Si tratta - ha spiegato Claudio Montaldo, vicepresidente della Regione Liguria e presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità - di un atto che affronta in modo complessivo la convenzione e non si limita solo ad attuare quanto previsto dal decreto Balduzzi".

L'Atto è stato inviato al Governo - ai ministri Lorenzin, Saccomani, D'Alia e Delrio - e "rappresenta una proposta - ha spiegato Montaldo - che consentirà di incontrare il mondo della medicina generale, della pediatria e della specialistica su un terreno innovativo per accrescere la capacità di risposta sanitaria del territorio con un'attenzione particolare alla quota crescente di pazienti cronici. In questo rinnovato contesto - ha aggiunto il presidente del Comitato di Settore - il ruolo del medico di medicina generale può riacquisire una indispensabile centralità nel sistema delle cure primarie, all'interno di una dimensione associazionistica, collegiale e di collaborazione con gli altri operatori sanitari. Per questo, si legge nell'atto che "è necessaria una profonda revisione del modello assistenziale territoriale che, facendo affidamento sui medici convenzionati, promuova, diversamente da quanto già succede, l'erogazione dell'assistenza primaria con modalità multiprofessionali e integrate"". "Il sistema sanitario - ha concluso Montaldo - è ormai saldamente articolato sulle Regioni e quindi è assolutamente naturale che anche gli strumenti che derivano dai contratti e dalle convenzioni possano aderire meglio alle esigenze delle singole realtà territoriali".

"Finalmente! Siamo in ritardo di oltre un anno e mezzo sulla tabella di marcia e non è chiaro per quali motivi. Ci vorrà almeno un altro anno prima che la ristrutturazione dell'assistenza territoriale diventi realtà": reagisce così il segretario della Federazione dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), Giacomo Milillo, alla notizia della conclusione della stesura dell'Atto di indirizzo per la medicina convenzionata, annunciata dal presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità Claudio Montaldo. "Lo stato di agitazione in cui siamo entrati lunedì scorso - prosegue - non viene ritirato perché la definizione dell'atto di indirizzo con tanto ritardo non toglie la sfiducia che la nostra categoria ha nei confronti della Conferenza delle Regioni". E' stata infatti solo conclusa la stesura del documento che prevede una profonda revisione del modello di assistenza territoriale e che vedrà il medico di medicina generale al centro del sistema 'integrato' delle cure primarie. "Ora le Regioni lo dovranno trasmettere al ministero della Salute e dovranno quindi iniziare delle trattative che avrebbero dovuto esser concluse già un anno fa" prosegue Milillo. "Un ritardo inspiegabile", lo definisce, "se pensiamo che la ristrutturazione dell'assistenza territoriale è momento fondamentale per il rilancio del servizio e la tutela dell'art. 32 e, una volta realizzata, sarà una rivoluzione qualitativa, in particolare per i pazienti cronici".

«Ci si siede quando l’economia riparte», dice il leader Snami Angelo Testa. «Neanche le regioni hanno interesse a trattare ora; sanno della difficoltà di avviare le case della salute con i pochi quattrini che, posto oggi, rischiano d'esser tolti a tutti i medici, tra incentivi e indennità, per finanziare l’attività di strutture che partono da zero e di pochi colleghi. Il rischio è sedersi sapendo di non ottenere la rifondazione auspicata da Fimmg, il cui costo ingente colpì anche noi a suo tempo, e di dirottare il 30% degli stipendi ad Aft e Uccp e ai loro neo-responsabili: mi risulta che qualche sindacato abbia già formato i primi direttori di struttura». Per Corti, se non ci si muove subito si rischia di non destinare investimenti adeguati al territorio. «C'è molto lavoro da fare, c'è un progetto da portare avanti a livello nazionale e vogliamo disegnarlo a partire dalle risorse che ci sono; se poi altre ne arriveranno, come auspichiamo, meglio».

L'atto d'indirizzo per la medicina convenzionata

Fonte: ansa, fimmg 

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