Approvato il decreto anti carenze: ecco che cosa prevede

Redazione DottNet | 17/02/2014 12:24

Via libera definitivo dal Consiglio dei ministri di venerdì scorso al decreto legislativo con le misure anti-carenze annunciate mercoledì dal ministro Lorenzin.

Che aveva annunciato una stretta nei confronti di chi privilegia le esportazioni parallele alla domanda interna: il decreto approvato aggiunge agli obblighi di servizio pubblico gravanti sui grossisti (articolo 1, comma 1 lettera s, del d.lgs 219/2006) l’avvertenza che «non possono essere sottratti alla distribuzione e alla vendita per il territorio nazionale i medicinali per i quali sono stati adottati specifici provvedimenti al fine di prevenire o limitare stati di carenza o indisponibilità, anche temporanee». Inoltre, all’articolo 105 (sempre del 219/2006) vengono aggiunti tre commi che impongono al farmacista di «segnalare alla Regione il farmaco non reperibile nella rete di distribuzione nonché il grossista cui ha avanzato la richiesta»; la Regione, a sua volta, provvederà a disporre verifiche per accertare eventuali violazioni dell’obbligo di servizio pubblico (con sanzioni che in caso di reiterazioni possono arrivare alla revoca dell’autorizzazione). Sulle novità giungono commenti contrastanti dal mondo della distribuzione. Per Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, le cooperative dei farmacisti non hanno difficoltà ad accettare queste misure «a patto però che vengano applicate a tutti i soggetti che fanno esportazione, non soltanto al comparto intermedio». Invece per Aldo Pesenti, presidente di Adf, le misure contenute nella bozza rischiano di divaricare i normali rapporti commerciali tra distributori e titolari: «Potrebbe addirittura verificarsi il caso» osserva «di una farmacia attiva nelle esportazioni parallele che denuncia un grossista vittima di contingentamenti da parte del produttore. E comunque, ribadisco che l’export non è il core business dei nostri associati». Un plauso alle misure messe a punto dal ministro Lorenzin, infine, era stato espresso nei giorni scorsi anche da Farmindustria: «Vivo apprezzamento per la decisione del ministro della Salute di intervenire con provvedimenti specifici che impediscano la carenza di farmaci in Italia» dice in una nota il presidente, Massimo Scaccabarozzi «sono certo che, grazie anche al fondamentale ruolo dell’Agenzia italiana del farmaco, l’obiettivo di tutela della salute sarà garantito».

L’Italia è il paese europeo che nell’ambito degli undici paesi maggiormente industrializzati ha i prezzi dei farmaci più bassi. L’indice è di 75 se comparato a 100 Regno Unito e i 130 della Germania e i 90 della Francia. Nell’ambito europeo la differenza dei prezzi dei farmaci brevettati può variare da 4:1, mentre per i farmaci generici la differenza può salire da 16:1.
Pertanto, è naturale che nel contesto europeo caratterizzato da libera circolazione dei beni e delle merci, i flussi in entrata ed uscita sono contraddistinti da convenienze economiche.
 L’anomalia italiana nella rete distributiva dei farmaci sta nel fatto che il nostro paese possiede ben 193 grossisti di prodotti farmaceutici, la Spagna 99, mentre la Germania solo 16 e il Regno Unito meno di 9. Inoltre, i primi tre grossisti nel Regno Unito controllano l'85% del mercato. Finlandia e Svezia possiedono ognuna solo due grossisti.

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Fonte: federfarma, qs

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