Seimila donatori positivi alle infezioni. Al top hiv e epatite

Redazione DottNet | 18/02/2014 15:55

Sono circa seimila i donatori di sangue, che tra il 2009 e il 2011 sono risultati positivi a malattie trasmissibili con il sangue ed emocomponenti, come epatite B, epatite C, hiv e Treponema pallidum (Tp). Il dato emerge da un'analisi condotta dall'Istituto superiore di sanità (Iss), pubblicata sulla rivista Istisan.

 L'indagine ha analizzato anche le caratteristiche di questi donatori. L'età media è di 41 anni, la maggior parte (75,4%) è nata in Italia, il 15,7% in Europa e il 5,1% in Africa. Nella gran parte dei casi (81,1%) la positività è stata riscontrata nei donatori testati per la prima volta, il che indica la necessità di promuovere una adeguata informazione al candidato donatore sin dal momento del reclutamento. L'infezione da hiv è invece più spesso riscontrata nei donatori sottoposti a test ripetuti (52,4%). L'infezione da epatite B è quella che ha la più elevata prevalenza, mentre la sifilide la più alta incidenza. I fattori di rischio più segnalati sono i rapporti eterosessuali occasionali per hiv (28,7%) e Tp (29,5%), e cure odontoiatriche e interventi chirurgici per l'epatite B (26,6% e 22,2%) e C (23,0% e 23,2%). Tuttavia, in oltre il 70% dei casi non sono stati identificati i probabili fattori di rischio. Questo perchè nella metà dei casi i donatori non sono consci che alcuni comportamenti (come tatuaggi e piercing ad esempio) sono dei fattori di rischio.

fonte: Iss

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