Cosmofarma, l'importanza della farmacia per la cosmesi

Redazione DottNet | 18/02/2014 16:28

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Quest’anno il mercato del cosmetico in farmacia farà registrare una crescita contenuta ma costante, un’onda lunga alla cui origine c’è un consumatore che tende sempre più a considerare la salute anche “bellessere”. Per il farmacista questa tendenza si traduce in uno spazio da riempire con la propria professionalità e il proprio consiglio, perché «il cosmetico ha bisogno della farmacia quanto la farmacia ha bisogno del cosmetico».

L'incipit è di Vincenzo Maglione, presidente del Gruppo cosmetici in farmacia di Cosmetica Italia (ex Unipro, l’associazione che rappresenta le imprese del settore), ed esemplifica il rapporto che nel tempo sta maturando tra farmacia e comparto cosmetico. La si può definire una convergenza alimentata dalle reciproche necessità, fatto sta che a Cosmofarma – in programma dal 9 all’11 maggio alla Fiera di Bologna – titolari e aziende del comparto troveranno uno spazio dove dare nuovi contenuti a queste convergenze. L'intervista è stata rilasciata a Filodiretto di Federfarma

Presidente, i vostri primi consuntivi sul 2013 stimano per il canale farmacia una crescita dell’1%, pari a circa 1.800 milioni di euro in valori. Che cosa dicono invece le previsioni per i mesi a venire? Quali comportamenti e tendenze di acquisto si imporranno?
La farmacia può essere considerata un canale “privilegiato”, perché nel nostro comparto risente degli effetti della crisi in ritardo e in misura minore rispetto ad altri canali. La ragione sta nel fatto che la farmacia è orientata al concetto di salute oltre che a quello di benessere, valore quest’ultimo che sta radicandosi soltanto in tempi recenti. In altri termini, la tendenza del consumatore in farmacia è da sempre mirata a un bisogno di salute che oggi sta diventando anche esigenza di “bellessere”. Nel 2014, quindi, non mi aspetto un’impennata delle vendite ma una costante e positiva crescita.

Con l’erosione dei fatturati Ssn e la crescita d’importanza dell’area di libera vendita, nella professione si è acceso un intenso dibattito su cosa è “professionalmente” coerente con l’immagine della farmacia e cosa non lo è. Lei cosa può dire per il suo settore?
Rispetto ad altri Paesi europei, la farmacia italiana è rimasta troppo a lungo farmacocentrica, ragion per cui l’avvento dei generici ha innescato una vera e propria rivoluzione copernicana. Tutto ciò, unito ad altri fattori che non mi dilungo in questa sede a dettagliare, ha avuto conseguenze sulla marginalità dell’azienda farmacia e ha costretto i titolari a spostare l’attenzione anche su altri segmenti di mercato, fino a ieri considerati ancillari. Io sono convinto che il cosmetico da farmacia necessita del farmacista e viceversa. E oggi i farmacisti sono molto più aperti e ricettivi a un’offerta di cosmesi “etica” che vede nel loro consiglio un valore aggiunto e quindi un vero servizio al cliente. È in questo paradigma che risiede la forza di questo canale, dove il consumatore sa di trovare qualità e consiglio.

Tra tre mesi aprirà Cosmofarma 2014, edizione alla quale voi parteciperete con una importante presenza. Quali messaggi lancerete alla categoria e che cosa porterete all’evento?
Cosmofarma è da sempre l’avvenimento più importante dell’anno tra quelli dedicati alla farmacia e ai farmacisti. Noi di Cosmetica Italia cerchiamo ogni anno di aggiornare la nostra presenza con servizi mirati ai farmacisti e alle aziende del nostro Gruppo cosmetici in farmacia. Quest’anno, nella nostra area espositiva metteremo a disposizione uno stand interattivo in cui ospitare meeting “one-to-one” tra farmacisti eaziende e tra aziende e distributori nazionali e internazionali. Inoltre distribuiremo materiale scientifico preparato per l’evento e offriremo un’ampia selezione di corsi Ecm sulle tematiche più attuali. Quindi un anno di forte impegno e di grandi aspettative. 

Fonte: federfarma

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