Enpam, danno per 250 milioni. Avviso a Parodi e tre consulenti

Redazione DottNet | 18/02/2014 23:57

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Un danno per 250 milioni di euro. A tanto ammonterebbe il rischio per l'Enpam a causa di investimenti in derivati privi di quei requisiti prudenziali previsti dallo statuto della Cassa dei medici italiani. La Fondazione Enpam risulta parte offesa nel procedimento penale attualmente pendente e tutelerà in ogni sede l’interesse degli iscritti. “I risparmi dei medici e dei dentisti sono sacri e se venisse dimostrato che qualcuno ha indebitamente lucrato, pagherà – ha dichiarato il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti -. Abbiamo grande fiducia nella giustizia e contiamo in una rapida conclusione di questa vicenda giudiziaria”. “Le pensioni degli iscritti oggi sono comunque al sicuro – ricorda Oliveti –. Nel 2011 siamo intervenuti sulla governance del patrimonio, mettendolo in sicurezza, e nel 2012 abbiamo dimostrato la sostenibilità del nostro sistema previdenziale a oltre mezzo secolo”.

A conclusione dell'inchiesta la procura di Roma ha notificato il relativo avviso ai quattro indagati, tra i quali l'ex presidente Eolo Parodi. Ora rischiano di finire sotto processo per truffa aggrava e ostacolo agli organi di vigilanza. Gli altri indagati sono tre ex responsabili della gestione finanziaria dell'ente: l'ex consigliere esperto e docente universitario Maurizio Dallocchio, l'ex direttore generale Leonardo Zongoli e l'ex responsabile degli investimenti finanziari dell'Enpam, Roberto Roseti. Gli uomini del nucleo valutario della Guardia di Finanza, coordinati dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal sostituto Corrado Fasanelli, hanno preso in esame la gestione del comparto mobiliare, a decorrere dal 2006, ed hanno accertato che l'investimento in derivati caratterizzati da un profilo di rischio altamente superiore a quello indicato in una delibera approvata dall'ente nel 2006 ha determinato perdite per 250 milioni di euro. Nel mirino delle fiamme gialle sono finiti otto investimenti per centinaia di milioni di euro, solo una parte dei quasi tre miliardi di euro, il 77 percento del portafoglio mobiliare dell'Ente, investiti complessivamente in derivati. A proporre i derivati che hanno prodotto perdite sono stati, per la procura i tre responsabili della gestione finanziaria. Parodi, come presidente, sottoscrisse i relativi contratti. Da qui l'accusa di truffa aggravata, mentre quella di ostacolo agli organi di vigilanza, i ministeri dell'Economia, del Lavoro e della Salute attraverso la rappresentazione di fatti non rispondenti al vero. Con la conclusione dell'inchiesta sugli investimenti mobiliari non si sono conclusi gli accertamenti sulla gestione finanziaria dell'Ente. Nel mirino degli inquirenti, infatti, ci sono anche quelli destinati al mercato immobiliare.

Il ruolo di Dallocchio: Secondo i magistrati, mente dell'operazione è Dallocchio, alla guida di quel gruppo che avrebbe gestito gli investimenti dell’ente di previdenza e assistenza dei medici. Ed è proprio su questo che si sta indagando. Come quell’investimento fatto nella Dgpa Capital, una società di cui Dallocchio detiene il 25 %, insieme ad altri tre suoi colleghi universitari. Il fondo in questione ha un capitale di 107 milioni di euro, e di cui fanno parte anche privati, banche, casse previdenziali, come quella degli avvocati, oltre fondi pensionistici. L’Enpam ha acquistato alcune quote in Dgpa Capital, impiegando 20 milioni di euro e investendone per ora circa 18. Iniziativa questa che è stata presa proprio mentre Dallocchio era consigliere. Insomma ci potrebbe essere un vero e proprio conflitto di interesse, che il professore spiegava al Fatto Quotidiano due anni:”Ho presentato al cda la struttura del fondo. Poi quando ci fu la votazione per decidere se investire o meno, io uscii dalla riunione. Così il consiglio in mia assenza decise di investire 20 milioni. Mi sembrava la procedura più corretta”. Al vaglio degli inquirenti sono finite anche ulteriori compravendite immobiliari.

Gli investimenti Enpam: come si è arrivati agli avvisi di garanzia

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fonte: ansa, interna, fatto, enpam