Ims, cresce il mercato della farmacia

Redazione DottNet | 20/02/2014 14:51

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Il mercato della farmacia torna a crescere e per gli esperti non sembra essere soltanto un rimbalzo, ma un’inversione di tendenza. Questa almeno è la fotografia del 2013 che Ims Health ha presentato ieri al Consiglio delle Regioni, l’assemblea federale di Federfarma. I dati, in particolare, rivelano ancora una volta un mercato a due velocità, ma la somma algebrica di crescite e contrazioni resta abbondantemente in territorio positivo.

Nell’ultimo anno, infatti, il canale farmacia ha fatto registrare una crescita a valori dell’1,3% sull’anno precedente, per un totale di quasi 25 miliardi di euro. Rispetto al consuntivo 2012, che diede un -4,1%, sono più di cinque punti di differenza.
Come detto, i valori sono però la somma algebrica di comparti che evidenziano andamenti contrastanti: i farmaci di fascia A, infatti, calano dell’1,2%, la fascia C cresce del 4% e l’area di libera vendita (Sop-Otc più parafarmaco) sale del 3,8%. La risultante è una farmacia sempre meno “eticocentrica”, nella quale il farmaco rappresenta ormai il 61,7% del fatturato e l’area commerciale il 38,3%. E nel 2014 il trend dovrebbe proseguire, perché l’Ims prevede soltanto quest’anno genericazioni per circa 350 milioni di euro, che comporteranno una nuova “piallata” ai prezzi di fascia a e quindi altra erosione alla marginalità della ricetta. «La nostra stima» spiega a Filodiretto Giorgio Cenciarelli, direttore commerciale di Ims Health «è che il mercato complessivo della farmacia è destinato a crescere anche nel 2014. Ma per merito dei comparti che fanno capo alla spesa privata, perché sul fronte spesa pubblica invece si prevede ancora il segno meno».
Il consiglio che va ai titolari, quindi, è quello di presidiare con attenzione l’extrafarmaco, dove non mancano alcuni segnali di allarme: «Su nutrizionali e igiene-bellezza» continua Cenciarelli «le farmacie stanno subendo la crescente concorrenza degli altri canali, giocata principalmente sul prezzo, che si traduce in un’erosione delle quote di mercato». Nel 2013, in particolare, il canale ha assorbito il 77% delle vendite di nutrizionali e l’83% dei consumi di prodotti per igiene e bellezza, quando la media nel macrocomparto del parafarmaco vede le farmacie con una quota media del 94%.
Le azioni da mettere in campo nel nuovo anno, quindi, sono tre: «Primo, i titolari devono imparare ad acquistare meglio» osserva Cenciarelli «secondo, devono mettere in campo politiche dei prezzi lungimiranti ed efficaci; terzo, devono valorizzare la propria offerta con il category management, con un’esposizione moderna dell’area di vendita e con una comunicazione al paziente mirata a integrare lo scontrino Ssn». 

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Fonte: federfarma, ims