Federanziani, Fimmg e Snami contro Assogenerici: è polemica

Redazione DottNet | 24/02/2014 15:03

assogenerici farmaci generici

Monta la polemica tra Assogenerici, Federanziani e i sindacati di categoria dei medici di famiglia Fimmg e Snami. Tutto parte dall'iniziativa di Assogenerici di realizzare un widget che consenta di conoscere in tempo reale il risparmio ottenuto se al posto del farmaco di marca si opti per un generico.

 “Il salvadanaio della salute”, on-line dal 14 febbraio sul sito web di Assogenerici, calcola quotidianamente quanto spendono i cittadini italiani per coprire la differenza di prezzo tra l’equivalente e il farmaco di marca. Si scopre, così, che nel 2013 dalle tasche dei cittadini sono usciti oltre 850 milioni di euro, e che dall’inizio dell’anno a oggi la tendenza si mantiene, tanto che dal primo gennaio la somma totalizzata è 103 milioni, e 30 milioni solo dal primo febbraio ad oggi. Insomma, ogni giorno in media si spendono 2,3 milioni di euro sottratti ad altri bisogni sanitari e non solo. “Questo della spesa privata per l’acquisto del medicinale di marca, è un dato che abbiamo più volte riportato all’attenzione, e intendiamo informare periodicamente il pubblico a questo riguardo. Crediamo, però, che una rappresentazione dinamica possa rendere più concretamente l’idea di che cosa accade dal punto di vista economico, e nell’era dell’informazione in tempo reale e diretta questa soluzione web-based ci sembra la più adeguata” dice il direttore generale di AssoGenerici, Michele Uda. “La nostra Associazione ha sempre guardato con attenzione alla comunicazione digitale finalizzata alla concretezza e alla trasparenza del messaggio e questo rispecchia lo spirito stesso del farmaco equivalente: molecole note, di cui si conosce tutto, affidabili e sicure ma prodotte e distribuite con tecnologie al passo con i tempi”. 

La reazione di Federanziani: La prima a replicare con veemenza è stata Federanziani che ha chiesto il supporto delle associazioni di settore. “FederAnziani ricorda alla Direzione Generale di Assogenerici che i circa 60 milioni di italiani che consumano farmaci hanno materia grigia a sufficienza per decidere come curarsi al meglio. Non solo: lo fanno su indicazione dei loro medici di medicina generale o specialisti, unici autorizzati a prescrivere, che l’associazione delle industrie farmaceutiche produttrici di farmaci generici sembra ignorare o peggio, come riportato nel comunicato stampa diramato il 13 febbraio scorso, sembra ritenere abituati a prescrivere con “un atteggiamento che poco ha di scientifico”, affermano piccati i dirigenti della Federazione. Secondo Federanziani “il comunicato della Direzione Generale di Assogenerici, che calcola in un “salvadanaio della salute” i presunti costi della “mancanza di fiducia nel generico” evoca, inoltre, risparmi regionali che nella realtà nulla hanno a che vedere con il risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale o Regionale, ma che consistono semplicemente nella sommatoria di eventuali risparmi individuali per i singoli cittadini”. “Dalla Direzione Generale di Assogenerici, - accusano i vertici della Federazione - inoltre, è omesso il fatto che non vi è alcuna differenza di costo per il Servizio Sanitario Nazionale e Regionale tra il rimborso alle aziende per farmaci branded o generici”. Secondo FederAnziani, prima ancora che dal punto di vista economico, la questione va affrontata da quello della salute del cittadino, e sotto questo profilo le dichiarazioni della Direzione Generale di Assogenerici appaiono ancora più gravi, in quanto mettono in dubbio la centralità del medico, unico attore del sistema che possa decidere quale farmaco debba essere assunto dal cittadino. “Non è certo quest’ultimo, infatti, a poter fare shopping a proprio piacimento, rischio e pericolo, scegliendo in base a criteri meramente economici o magari a suggestioni che giungono da soggetti portatori di interessi di parte”, precisano in Federanziani. Inoltre, ricorda l'associazione, che è scientificamente provato che fare “zapping” sui farmaci determina una riduzione significativa dell’aderenza alla terapia, provocando in alcuni ambiti terapeutici, come il cardiocircolatorio, ricoveri per attacchi ipertensivi che costano ingenti somme allo Stato e quindi a tutti noi cittadini. “Ancor prima, la riduzione dell’aderenza alla terapia e le conseguenti complicanze, determinano il frequente ricorso a visite private a pagamento per accertarsi del proprio stato di salute, il cui costo è mediamente il doppio rispetto a quei 70 euro individuati come il risparmio annuo pro capite generato dal consumo dei farmaci equivalenti in luogo di quelli branded”, concludono in Federanziani. 

Fimmg: “Accogliamo volentieri l’invito rivolto da Federanziani alle associazioni mediche ad accettare un momento di confronto e ad  affermare con forza il diritto/dovere  del medico alla libertà di   prescrizione del farmaco al proprio paziente", risponde il  segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo. “Non possiamo esimerci dal contestare le recenti affermazioni di  Assogenerici quando fa riferimento a evidenze scientifiche, ignorando  che l'atto prescrittivo è in capo al medico ed è strettamente legato  al rapporto di fiducia con il suo paziente – prosegue Milillo –.  Non  c’è diffidenza preconcetta nei confronti degli equivalenti, ma i  medici, partendo dalle evidenze cliniche che fanno parte del vissuto  quotidiano e conoscendo il loro paziente, hanno il diritto e il dovere  di consigliare non solo il percorso diagnostico, ma anche il farmaco   più appropriato”. 

Snami: Angelo Testa, Presidente nazionale del sindacato autonomo Snami non ha dubbi: “Più volte abbiamo affrontato il discorso su checosa ci potrebbe essere dietro il boom della vendita dei farmaci generici anche nel corso di conferenze in tutta Italia promosse dal nostro progetto VERITAS”. “Abbiamo sempre voluto focalizzare la nostra attenzione sui disagi che i pazienti, come denunciato più volte in passato – dice Testa -, continuano ad affrontare giornalmente per il caos creato dalla sostituzione di confezioni con differenti scritte, colori e dimensioni”. “Vita vissuta di tutti i giorni nei nostri ambulatori di tutta Italia - incalza Testa - in cui i pazienti cioè persone, soprattutto anziane, che assumono medicine quotidianamente per la loro salute lamentano questo “toto riconoscimento delle pasticche da assumere” in cui i farmaci generici la fanno da padrone. Il pericolo concreto, secondo noi, è che ci confonda, si assuma due volte la stessa terapia, che marito e moglie si scambino erroneamente i farmaci e che qualcuno, quando non capisce più quali siano le sue medicine, interrompa la terapia”. “Il tutto come conseguenza logica ,ovvero ” illogica “ tutta Italiana che porta il farmacista ad avere questo potere di consegnare al nostro paziente ogni settimana una confezione di un farmaco a volte del tutto diversa da quella consegnata la settimana precedente” sbotta il leader dello Snami. “Adesso si propaganda il risparmio che il cittadino avrebbe consumando farmaci generici -conclude il Presidente dello Snami - cercando di toccare il tasto della tasca in una sorta di corsa allo shopping nel periodo dei saldi, perché venga fatta pressione sul Medico che invece deve tornare ad essere l'unico attore nella prescrizione dei farmaci ai propri assistiti e che altri non debbano intervenire alterando la sua scelta terapeutica, di cui si assume la responsabilità, e che dipende dalla profonda conoscenza di quel paziente che lo ha liberamente scelta”

La risposta di Assogenerici: “La nostra iniziativa di mettere on-line il contatore della spesa sostenuta dai cittadini per la differenza di prezzo tra generico e farmaco di marca nasce dalla constatazione, unanimemente condivisa all’interno della nostra Associazione, che gli ultimi dati Osmed sulla spesa farmaceutica privata confermano una tendenza molto preoccupante che era giusto richiamare davanti all’opinione pubblica in modo rigoroso quanto immediato e facilmente comprensibile. E non a caso, dopo la pubblicazione del ‘salvadanaio’, la media degli accessi al sito di AssoGenerici è triplicata”. Ad affermarlo Enrique Häusermann (nella foto), presidente di AssoGenerici, in risposta alle critiche espresse da FederAnziani, Fimmg e Snami sull’iniziativa di pubblicare i dati su quanto gli italiani spendono per comprare i farmaci di marca anziché i generici. Una scelta “scientificamente ingiustificata”, sottolineano i produttori di farmaci generici.  ”Limitandoci ai medicinali di Fascia A – prosegue Häusermann -, la compartecipazione dei cittadini è ulteriormente aumentata del 2,1% rispetto al 2012, e una quota rilevante è rappresentata proprio dal mancato ricorso al generico da parte del paziente anche nei casi in cui il medico, in scienza e coscienza, ha ritenuto che non vi fossero ragioni per impedire un’eventuale sostituzione”. In questo senso, secondo Assogenerici, “si può parlare di una diffidenza del pubblico che è antiscientifica e ringraziamo il segretario nazionale della FIMMG, Giacomo Milillo, per aver prontamente ribadito che da parte dei medici di medicina generale non esiste alcuna diffidenza nei confronti dei medicinali equivalenti”.

Clicca qui per iscriverti al Gruppo

Fonte: assogenerici, Fimmg. Snami, Federanziani, Qs

Se l'articolo ti è piaciuto inoltralo ad un tuo collega utilizzando l'apposita funzione